Libri per bambini: una storia sulla dislessia

da , il

    Hank Zipzer

    Hank Zipzer è un simpatico bambino, che soffre di dislessia. Le sue storie hanno venduto più di 2,5 milioni di copie, veri best seller scritti da un personaggio che fa parte della storia della tv: Henry Winkler, ovvero il mitico Fonzie. L’attore, da quando ha smesso i panni del protagonista di Happy Days (nel 1984) ha intrapreso la carriera dello scrittore. Il piccolo Hank ha riscosso un successo incredibile negli Stati Uniti ed ora sta per arrivare con grandi aspettative anche nel Regno Unito. Le sue sono storie di difficile quotidianità, tipiche di un bambino di 8-9 anni, appesantite dalla sua malattia. Insomma, un libro sui bambieni e per i bambini.

    Non è facile vivere con la dislessia, ma ogni bimbo ha la sua fragilità, una sua carenza e tanti modi per essere speciale. In un’intervista Winkler paragona il suo eroe ad un’ aquila affermando:”Non essere bravo a scuola, o avere qualche difficoltà, non significa nulla. Si può comunque arrivare a volare in alto: basta scoprire in cosa si è bravi: tutti abbiamo un talento!”

    Lui ne sa qualcosa: le storie di Hank nascono dalla sua storia personale. Da piccolo non era un campione a scuola, anzi, addirittura in un test fu classificato tra gli studenti americani più scarsi. Ne aveva sofferto molto, i suoi insuccessi scolastici lo hanno segnato, ma non sconfitto. La scuola a quell’età spaventa tutti i bambini, figuratevi cosa può provare un bimbo con queste difficoltà.

    Solo da grande, ne ha però scoperto la causa, ovvero la dislessia. Al tempo della sua infanzia non era una malattia ben identificata o conosciuta. Lui era considerato solo un bambino ignorante e poco dotato. Ne soffre anche il suo primo figlio,ed il supporto dei genitori è importante. Da qui l’idea di creare un personaggio che raccontasse cosa è e cosa significa per un bimbo questa malattia: la divulgazione per combattere gli effetti sociali della dislessia. Le avventure di Hank sono suddivise in ben 17 libri. Aspettiamo che arrivino anche in Italia.

    Dolcetto o scherzetto?