Le più belle poesie sui Re Magi per festeggiare l’Epifania con i bambini

Le poesie sull'Epifania per ricordare il viaggio dei Re Magi verso Betlemme seguendo la stella cometa sono perfette da far recitare ai bambini in occasione del 6 gennaio. Alcuni testi sono stati scritti da autori italiani, altri da poeti e scrittori stranieri, ma sono tutte poesie in italiano fra cui scegliere quella che perfetta per festeggiare il giorno della Befana, ossia quando Gaspare, Melchiorre e Baldassarre arrivarono da Gesù bambino.

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    Le più belle poesie sui Re Magi per festeggiare l’Epifania con i bambini

    State cercando le più belle poesie sui Re Magi per festeggiare l’Epifania con i bambini? Abbiamo raccolto quelle perfette per celebrare il giorno in cui i bambini aspettano la Befana, la vecchina che gira per il mondo sulla sua vecchia scopa per portare doni ai bambini buoni. In realtà la festa dell’Epifania, che significa la “Rivelazione” e celebrata per ricordare l’episodio evangelico narrato dall’apostolo Matteo in cui racconta dell’arrivo dei sapienti venuti dall’Oriente a seguito della cometa, ai quali Gesù Bambino rivelò la sua natura divina, oltre che umana.

    L’Epifania, la festa dei Re Magi e della Befana

    Il 6 gennaio si festeggiano i tre Re Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, i personaggi citati nel Vangelo di Matteo che dall’Oriente arrivarono a Gerusalemme alla ricerca di Gesù bambino.

    I Magi portarono con loro i doni da lasciare al neonato: oro perché è il dono riservato ai Re, incenso per testimoniare l’adorazione nei confronti della divinità e la mirra perchè utilizzata nel culto dei morti per sottolineare che Gesù è un uomo.

    Ed è proprio dai doni che nasce la tradizione di regalare dolci o giochi ai bambini, una tradizione che si lega anche al personaggio della Befana visto che durante il viaggio verso Betlemme i Magi si fermarono nella casa di un’anziana donna che fu da loro invitata a proseguire il viaggio insieme a loro.

    Le poesie sui Re Magi di autori italiani

    Il giorno dell’Epifania può quindi essere l’occasione per recitare qualche bella poesia dedicata a i Re Magi.

    Eccone alcune, tra le più note e belle scritte da autori italiani.

      Una luce vermiglia/ risplende nella pia/ notte e si spande via/ per miglia miglia e miglia./ Oh nova meraviglia!/ Oh fiore di Maria!/ Passa la melodia/ e la terra si ingiglia./ Cantano tra il fischiare/ del vento per le forre,/ i biondi angeli in coro;/ ed ecco Baldassarre,/ Gaspare e Melchiorre/ con mirra, incenso e oro./
      La carovana/ non è lontana/ dei Magi d’Oriente./ Scalpitìo di cavalli si sente,/ suoni di pifferi, confuse/ aria di cornamuse./ I re portano tesori/ su cavalli bardati d’argento,/ e i pastori a passo lento/ ingenui cuori./
      I bei vegliardi dallo scettro d’oro/ che per la neve, sotto il ciel sereno,/ sostar sommessi alla mia porta udia/ la notte della santa Epifania,/ o son morti di freddo o son malati/ nei paesi del sole,/ i bei vegliardi dallo scettro d’oro!/
      Guardo il presepe scolpito,/ dove sono i pastori appena giunti/ alla povera stalla di Betlemme./ Anche i Re Magi nelle lunghe vesti/ salutano il potente Re del mondo./ Pace nella finzione e nel silenzio/ delle figure di legno: ecco i vecchi/ del villaggio e la stella che risplende,/ e l’asinello di colore azzurro./ Pace nel cuore di Cristo in eterno;/ ma non v’è pace nel cuore dell’uomo./ Anche con Cristo e sono venti secoli/ il fratello si scaglia sul fratello./ Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino/ che morirà poi in croce fra due ladri?/
      I Magi sopra cammelli bianchi/ seguivan la cometa./ Venivan da lontano,/ dai regni d’oltremare,/ scrutavan l’orizzonte/ desiosi d’arrivare./ Ecco Betlemme alfine,/ ecco, nella capanna/ un tenero bambino/ in braccio alla sua Mamma./ I vecchi Re si prostrano/ ed ognun di loro/ offre un suo dono splendido:/ incenso, mirra ed oro./
      Lo scintillio delle stelle/ nella notte buia così belle/ una fra tutte risplende/ e la gente sorprende/ la sua luce vegliera’/ Sul bambinello che nascerà/ la stella cometa/ porterà i Re Magi alla meta/ la sua magia annuncerà al mondo intero/ un amore puro e vero./
      Una stella più splendente delle altre scuote/ quei Magi del lontano Oriente, ed essi,/ da uomini non ignari di spettacoli del genere,/ dal meraviglioso fulgore dell’astro/ ne comprendono la grandezza dell’annunzio:/ perché l’ispirazione divina/ nei loro cuori faceva si che non sfuggisse/ loro il mistero di una visione così/ straordinaria, e non rimanesse oscuro al loro/ animo quel che agli occhi rimaneva insolito./ Essi allora si accingono ad eseguire/ il loro compito con animo religioso,/ e si forniscono di doni per far capire così/ che nell’adorare uno solo la loro fede/ si rivolgeva a tre realtà, in quanto con l’oro/ lo onoravano come re, con la mirra come/ uomo, con l’incenso come Dio./
      A sera, terminate le preghiere della vigilia dell’Epifania, il nonno favoleggia al nipotino persuadendolo al sonno: “Se profondo sarà il tuo sonno fino a domattina, anche qui – anche qui alla nostra casina – sosteranno nel cuore della notte i tre Magi d’Oriente che ogni anno di questi dì si mettono in cammino per il mondo ricercando Gesù….”. Il nipotino non piagnucola più. Dorme. E già sogna i tre Magi d’Oriente sopra enormi cammelli; e un agitarsi di mantelli e di vessilli e di cimieri: frotte di cavalieri ed uno stuolo immenso di servitù con mobili ed anella tempestate di gemme; ed una stella che riluce lassù: la bella stella che riporta a Betlemme i buoni Magi e i loro buoni doni d’oro e di mirra e d’incenso per Gesù… E continua a dormire il nipotino, e continua a sognare. Ed il nonnino ricolma via via di lucenti regali le scarpettine esposte ai davanzali nella vigilia dell’Epifania.

    Le poesie sui Re Magi di autori stranieri

    Ecco alcune delle poesie più belle sui Re Magi scritte da autori stranieri.

      Persero un giorno la stella./ Com’è possibile perdere la stella?/ Per averla fissata troppo a lungo…/ I due re bianchi,/ ch’erano due sapienti di Caldea,/ col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi./ Si misero a far calcoli, si grattarono il mento…/ Ma la stella era scomparsa/ come scompare un’idea,/ e quegli uomini, l’anima dei quali/ aveva sete di essere guidata,/ piansero drizzando le tende di cotone./ Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,/ disse a se stesso: “Pensiamo alla sete/ che non è la nostra./ Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali”./ E mentre reggeva il suo secchio,/ nello spicchio di cielo/ in cui si abbeveravano i cammelli/ egli scorse la stella d’oro che danzava silente./
      Dall’Oriente noi veniam/ da un paese assai lontan./ Monti e fiumi attraversiam/ e la stella sempre seguiam./ Nella piana di Betlemme/ un gran Re oggi è nato,/ e per questo oro e argento/ noi a Lui abbiamo portato./
      I tre santi Re Magi d’Oriente/ chiedevano fermandosi in ogni città:/ “O donne, o fanciulle, sapreste dirci/ la strada per Betlemme dove va?”/ Né giovani né vecchi lo sapevano/ e essi riprendevano il tragitto,/ ma una cometa dalla chioma d’oro/ or li guidava come una lanterna./ La stella sulla capanna di Giuseppe/ alfine si fermò e i santi tre re Magi/ alla soglia si poterono affacciar;/ muggiva il bue, piangeva il bambinello,/ e i Re Magi cominciarono a cantar./
      “Non ho come i Magi/ che sono ritratti nelle immagini/ dell’oro da donarti.”/ “Dammi la tua povertà.”/ “Non ho nemmeno, Signore,/ la mirra dal buon profumo/ e neppure l’incenso in tuo onore.”/ “Figlio mio. dammi il tuo cuore.”/
      Quanto manca a Betlemme?/ Siete quasi alla meta./ Troveremo una stalla/ sotto una stella cometa?/ Il bimbo appena nato/ potremo visitare?/ Levando il chiavistello/ ci lasceranno entrare?/ L’asino, il bue, le pecore potremo accarezzare?/ Gesù Bambino che dorme potremo contemplare?/ Se lo accarezzeremo si sveglierà?/ Saprà che siam venuti apposta fino qua?/ I Re ricchi doni/ e noi invece nulla,/ solo sorrisi e lacrime offriamo alla tua culla./ Per tutti i bimbi stanchi pianger Maria dovrà./ Disteso sulla paglia il bimbo dorme già./ Dio in braccio alla madre,/ bambini nel capanno/ dormono come dorme chi ha il cuore senza affanno!/