Le più belle filastrocche per bambini che non amano la scuola!

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    filastrocche bambini scuola

    Se i vostri bambini proprio non amano fare i compiti e andare a scuola, che ne dite di proporre loro alcune divertentissime e famose filastrocche per imparare facilmente le regole basilari dei numeri e della grammatica. È un trucco usato anche dai nostri nonni: imparare divertendosi è il modo migliore per i piccoli di riuscire a ricordare anche le regole che sono più ostiche. Grazie a queste filastrocche, vedrete che i vostri piccoli riusciranno ad imparare molte cose e, magari, la scuola non sembrerà loro così noiosa!

    Filastrocca delle vocali

    A e’ la tenda di un indiano

    E e’ la forchetta che tengo in mano

    I e’ la cannuccia dell’aranciata

    O e’ la facciotta di una neonata

    U e’ un fosso con gli argini uguali.

    E tutte insieme sono le VOCALI.

    Filastrocca delle regole

    Se a scuola vuoi venire

    e grande diventare

    le regole devi imparare.

    Non è difficile sai:

    se ascoltare saprai

    grande diventerai.

    La prima regola dice che:

    non si litiga coi compagni

    che cresceranno insieme a te.

    La seconda è quella che:

    ascoltare la maestra tu dovrai

    per non sbagliare mai.

    Le altre verranno pian piano

    perchè la scuola ti porterà per mano.

    Nel tempo capirle tu dovrai

    perchè un domani adulto diverrai.

    Vieni qui; guardiamo i numeri,

    adorato frugoletto.

    ZERO: questo sai conoscerlo,

    perché è un piccolo cerchietto.

    UNO: è sempre un solitario

    che non cerca compagnia.

    DUE: fratelli che passeggiano

    a braccetto per la via.

    TRE: i soldati quando marciano

    con il loro battaglione.

    QUATTRO: i piedi della tavola

    dove impari la lezione.

    CINQUE: l’ora in cui piacevole

    la merenda ti si appresta.

    SEI: il numero dei sabato

    e precede il dì di festa.

    SETTE: i nani della favola,

    quei simpatici burloni.

    OTTO: il voto che ti meriti

    quando studi le lezioni.

    NOVE: uh, guarda com’è tardi!

    Un bel bacio, adesso, e a letto.

    DIECI: è dentro la pagella

    del mio caro frugoletto.

    L’accento sull’A

    Gianni Rodari

    “O fattorino in bicicletta

    dove corri con tanta fretta?”

    “Corro a portare una lettera espresso

    arrivata proprio adesso”.

    “O fattorino, corri diritto,

    nell’espresso cosa c’è scritto?”

    “C’è scritto -Mamma non stare in pena

    se non rientro per cena,

    in prigione mi hanno messo

    perchè sui muri ho scritto col gesso.

    Con un pezzetto di gesso in mano

    quel che scrivevo era buon italiano,

    ho scritto sui muri della città

    “Vogliamo pace e libertà”.

    Ma di una cosa mi rammento,

    che sull’-a- non ho messo l’accento.

    Perciò ti prego per favore,

    và tu a correggere quell’errore,

    e un’altra volta, mammina mia,

    studierò meglio l’ortografia”.