Le origini del Carnevale spiegate ai bambini

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    Le origini del Carnevale spiegate ai bambini

    Ecco le origini del Carnevale spiegate ai bambini. Questa festa amata da grandi e piccini ha un’origine remota sebbene il termine stesso, Carnevale, sia di derivazione incerta. A quanto pare deriverebbe dal latino “carnem levare”, eliminare la carne, come a dire, “carne addio”, in riferimento a un banchetto che veniva celebrato l’ultimo giorno di Carnevale prima dell’astinenza della Quaresima. Ma secondo altri deriva invece da Carnalia, feste romane che celebravano Saturno in cui si era soliti mascherarsi. Oggigiorno prevede sfilate in maschera, carri allegorici, danze. Scopriamo come spiegarlo ai bambini senza troppe complicazioni.

    Quando si festeggia

    Partiamo dagli aspetti più scontati ma in realtà importanti come l’inizio del Carnevale che non cade ogni anno negli stessi giorni. Esso infatti ha inizio nella prima delle 7 Domeniche che precedono la Settimana Santa e finisce il martedì che precede il Mercoledì delle Ceneri prima di Pasqua.

    Detta così è piuttosto complicata, meglio dire ai bambini che si festeggia prima del periodo pasquale e che le date variano a seconda di quando cade la Pasqua di anno in anno. La durata approssimativa è di due settimane e i due giorni più importanti di festeggiamenti sono il giovedì grasso e il martedì grasso, ultimo giovedì e ultimo martedì prima dell’inizio della Quaresima, i 40 giorni che precedono la Pasqua. Durante il martedì grasso si gustano i dolci tipici del Carnevale, come chiacchiere, frappe, castagnole, come a riempirsi di leccornie prima del periodo immediatamente successivo che prevede l’astinenza da alcuni cibi. Oggigiorno, possiamo spiegare ai bambini, in pochi fanno il digiuno perché i precetti religiosi non sono più seguiti in modo rigoroso come un tempo.

    Da dove ha origine

    Il Carnevale, come le sue magnifiche maschere, ha origini antiche perché festeggiamenti simili si ritrovano addirittura ai tempi dell’Antica Grecia e dell’Antica Roma in cui si celebravano rispettivamente le dionisiache e i saturnali, durante i quali le gerarchie sociali venivano stravolte. I poveri potevano fingersi ricchi e viceversa, ognuno era libero di assumere le sembianze di altri creando un po’ di caos nell’ordine precostituito. Una sorta di gioco per prendersi una pausa dalla serietà quotidiana. Per la Chiesa cattolica il significato cambia perché il Carnevale, in quanto periodo che anticipa la Pasqua, è un momento da dedicare alla riflessione e a Dio. Tuttavia qualche peccato di gola è ben concesso, basti pensare alla grande varietà di leccornie tipiche della festa.