Le filastrocche per bambini che iniziano con la “L”

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    Oggi torniamo alla nostra rubrica dedicata alle filastrocche per bambini e vi propongo due rime: una dedicata al concetto di tempo. Non è facile spiegare ai piccoli l’invecchiamento e come mai i minuti passano, la seconda invece è una filastrocca d’autore, scritta da Johann Wolfgang Goethe. Il titolo in questo caso è L’apprendista stregone. È sicuramente una poesia un po’ più complessa e adatta a bambini più grandi, ma estremamente fascinosa che può far viaggiare le menti anche nel mondo della magia.

    L’orologio della torre

    L’orologio della torre

    batte e dice: “Il tempo corre”.

    batte e dice: “Il tempo vola!

    presto è l’ora della scuola!”

    Batte e dice: “E’ mezzogiorno.

    Tutti a casa far ritorno”

    Batte dice: “E’ l’ora di mangiare,

    di studiare, di giocare”.

    Batte e dice per finire:

    “Questa è l’ora di dormire”.

    L’apprendista stregone

    di Johann Wolfgang Goethe

    Il vecchio stregone

    finalmente è andato via,

    or gli spiriti agiranno

    per volontà mia.

    Ho osservato bene il rito;

    con il gesto medesimo

    e gli spiriti amici

    farò anch’io l’incantesimo.

    “Vieni vecchia scopa!

    Prendi gli stracci neri,

    è cambiato il padrone:

    soddisfa i miei voleri!

    Su! In piedi sulle gambe,

    tieni alta la testa,

    prendi quel pentolone

    vai a prender l’acqua, lesta!”

    Corre la scopa al fiume,

    in un attimo è arrivata

    veloce come un lampo

    con il secchio spumeggiante.

    Di corsa sta tornando,

    la vasca è quasi piena;

    di nuovo corre al fiume,

    e torna in un baleno!

    “Basta, per carità!

    Ho già molto apprezzato

    le tue gran qualità”.

    Devo fermarla! Me disgraziato!

    La magica parola mi sono dimenticato!

    Ma … porta altri secchi ancora!

    Tornasse come prima,

    vecchia scopa normale!

    Ma sempre stretta al secchio

    la scopa non molla l’osso,

    e mille e mille fiumi

    or mi rovescia addosso.

    Non posso sopportarlo,

    mi metterò in azione,

    devo proprio fermarla

    è una maledizione!

    Scopa d’inferno

    mi allaghi la casa,

    fiumi e torrenti

    ormai l’hanno invasa.

    La scopa è impazzita

    non vuole ascoltare!

    “Fermati, dunque!

    Ti devi calmare!

    In fondo sei di legno

    e basterà una scure

    per tagliarti in due pezzi:

    non mi fai più paura”.

    Eccola! Torna dal fiume,

    con tutti i suoi secchi!

    Or prendo l’accetta,

    un colpo deciso…

    … e sei sistemata!

    “Ecco qua, ti ho spaccata!”

    Ma niente da fare

    i due pezzi son vivi!

    Si mettono in piedi

    e via! verso il fiume!

    Ritornan con l’acqua!

    Un vero disastro!

    Ma ecco che lesto

    ritorna il maestro:

    calmerà lo stregone

    la gran confusione?

    “Scope, nell’angolo!

    Spiriti, fate attenzione:

    All’ordine or vi richiama

    il vostro padrone!”