La scuola media è stata bocciata: é l’anello debole dell’Istruzione italiana

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    Tempi duri per la scuola media italiana, che se fosse uno studente dovrebbe almeno ripetere l’anno. È stata infatti bocciata dal terzo «Rapporto sulla scuola in Italia 2011», realizzato della Fondazione Giovanni Agnelli (Laterza, in libreria agli inizi di dicembre), dal quale si evince che il triennio dell’obbligo non solo è scadente, ma rappresenta l’anello debole dell’istruzione nazionale. Da anni si discute sul rendimento dei ragazzi, che risultano avere una formazione inferiore rispetto ai coetanei europei, e di come risolvere il problema.

    Prima di risolvere è necessario individuare quale sia il problema e forse siamo a un punto importante. L’Italia è il Paese con il calo degli apprendimenti più netto fra elementari e medie. Pensate che secondo l’indicatore Timss (Trends in International Mathematics and Science Study), il nostro Paese è davvero in fondo alla classifica, dopo la Cina, Norvegia, Giappone e Stati Uniti.

    Alle medie i ragazzi rallentano il loro apprendimento notevolmente: i ragazzi che in quarta elementare sono bravi in matematica e scienza peggiorano nella scuola media penalizzando chi ha genitori con basso livello d’istruzione. E gli insegnanti? Sono in media un po’ anziani. L’età è di circa 52 anni. Sono sempre vittime di giudizi tremendi e hanno poca autostima.

    Secondo la Fondazione Agnelli bisogna agire in fretta, perché aiutare gli insegnanti più vecchi ad andare in pensione e favorire l’assunzione di giovani e stimati professori. Nel rapporto si trovano cinque proposte: personalizzazione dei percorsi educativi; più lavoro di équipe da parte dei docenti; apprendimento cooperativo per favorire “l’effetto dei pari” (meno lezioni frontali e con tecniche nuove); modello dell’Istituto comprensivo, e “essenzializzazione”: poche materie, ben coltivate, con altre opzionali.