La fiaba “La principessa e la dieta” di Roberto Piumini, per le bambine un po’ cicciottelle

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    La Principessa a dieta

    Oggi vi voglio segnalare una fiaba perfetta per le bambine un po’ in carne, cicciottelle insomma, che vivano con disagio i loro chiletti in più, e magari non riescano neppure a confidarsi con i loro genitori. So di che parlo, perché sono stata anche io una bimba grassottella, che mangiava tanto perché si sentiva un po’ sola, e poi si guardava allo specchio e non riusciva a riconoscersi. Quella pargoletta è cresciuta ed è dimagrita, ma a volte ancora si ricorda la sensazione che si prova ad essere “quella grassa”, a non trovare i vestiti giusti, ad essere presa in giro da qualche compagnetto un po’ cattivello.

    Sapete, le fiabe, i libri, possono aiutare tantissimo i più piccini a sentire meno pesante il problema fisico (di qualunque natura sia) che li affligge, e a volte anche per le mamme e per i papà è più facile affrontare queste problematiche attraverso lo schermo di un’opera scritta da altri, piuttosto che direttamente.

    Allora perché non provare con questa delicata e simpatica fiaba di un grandissimo autore di letteratura per l’infanzia come Roberto Piumini? “La principessa e la dieta” racconta proprio della difficoltà della protagonista di smettere di ingurgitare tutti i “pasticci” che la fanno aumentare di peso, perché il vero motivo per cui lo fa, è che si sente esclusa, si sente poco amata, e trova rifugio (in questo caso notturno, quindi di nascosto) proprio nel cibo.

    Ma quando la fanciulla sentirà di essere davvero amata da qualcuno, magicamente il suo cuore batterà tanto da non farle più sentire lo stimolo della fame… Davvero un modo diverso, un approccio più psicologico a quella che però è ormai una vera e propria emergenza: l’obesità infantile. Leggete e meditate!

    La principessa e la dieta “C’era una principessa un po’ mangiona che, essendo ingombrante per la vista, fece chiamare dal Re e la Regina un vecchio e famosissimo dietista. L’uomo, un tipo arcigno, duro e scarno, diede alla principessa la sua dieta: lei la seguiva bene in pieno giorno, ma, nella notte silenziosa e quieta, andava in cucina a far man bassa. Così, mentre di giorno dimagriva, alla mattina ritornava grassa, e il perché nessuno lo capiva. Il vecchio arcigno venne licenziato e fu chiamato un altro gran sapiente che, dopo aver pensato e ripensato, le ordinò di non mangiare niente. Lei di giorno, infatti, digiunava, ma nella notte scura e silenziosa, nella buia cucina scivolava e si abbuffava di qualsiasi cosa. Anche il secondo gran professorone fu rispedito a casa dritto dritto, e, quasi ormai alla disperazione, venne chiamato il terzo: un giovanotto, che diede alla ragazza una guardata, poi disse: “Pollo lesso e minestrina” e lei obbedì: però, nella nottata, stava per avviarsi alla cucina, quando sentì venire, dal di sotto, una canzone di corteggiamento: si affaccia, e vede e sente un giovanotto che canta con passione e sentimento, e fa una lenta e dolce serenata.

    La principessa si scorda la fame, e si addormenta, poi, tutta beata, e, al mattino, assaggia solo il pane. Eh sì, sembra incredibile, ma accade: la principessa sta quasi digiuna, non vuole cibo, non lo pensa o chiede, ma aspetta solo che torni la luna: e ogni notte, intanto, torna il canto, e il cuore, non più oppresso dalla ciccia, batte leggero, frulla nell’incanto, e molto s’innamora, e s’incapriccia.

    E poiché quella gioia la fa bella, anche il cantante di lei si innamora: insomma, per finire la storiella, lei su, lui giù, dentro la notte scura, finisce che al mattino viene il sole. Si vedono, e lui è quel dottore, lui vuole lei e anche lei lo vuole, perché spesso reciproco è l’amore, e a mezzogiorno sono sposo e sposa, senza problemi di dimagrimento: e della cerimonia favolosa, felice è la Regina, e il Re contento”.

    (Roberto Piumini)