L’iniziativa “Mamme libere dal fumo”

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    La scioccante verità sul fumo

    Il fumo in gravidanza è un tema che abbiamo trattato diverse volte. Oggi però desidero parlarvi di un’importante iniziativa “Mamme libere dal fumo“, voluta per aiutare le donne a smettere di fumare proprio in relazione alla gravidanza e a uno stile di vita più sano. Questa campagna è articolata su diverse fasi: fornisce materiale informativo alle famiglie, c’è un impegno a formare in modo specifico le ostetriche affinché sappiano fare azione antitabagismo, a coinvolgere il personale sanitario e a monitorare la situazione del paese. Restare incinta non è solo portare dentro di sé un bambino, ma è un’assunzione di responsabilità. Vediamo quindi quali sono i rischi del fumo.

    Smettere di fumare durante la gravidanza è la decisione di molte donne (71%), purtroppo però di queste, dopo il parto o al termine dell’allattamento, il 70% riprende l’abitudine. Ci deve essere quindi una motivazione personale. Per esempio il fumo danneggia l’apparato riproduttivo e può interferire con la fertilità.

    Durante la gravidanza il fumo è associato a un aumento di complicanze (gravidanza extra uterina, aborto spontaneo, inserzione bassa della placenta, rottura precoce delle membrane, ecc.) e a numerosi effetti dannosi per il bambino tra i quali ridotto peso alla nascita, parto prematuro, mortalità perinatale e disturbi cognitivi.

    Poi, una volta venuto al mondo, non finiscono i problemi. Il fumo passivo contribuisce all’insorgere di bronchiti acute e di bronco polmoniti, di esacerbazioni di asma bronchiale e di otiti acute dell’orecchio medio. La “morte in culla” è 3 volte più frequente nei bambini di madre fumatrice. Questi sono dati provenienti proprio dal sito Mammeliberedalfumo.org che vi invito a visitare.

    Foto tratta da Mammeliberedalfumo.org