L’avevano bocciato all’esame di maturità ingiustamente, alunno risarcito con 5mila Euro

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    Esame maturita bocciato

    Cari studenti, ecco un “precedente” che vi può interessare: bocciato alla maturità (ingiustamente), alunno fa ricorso al Tar, vince, e gli viene assegnato un risarcimento pari a 5mila Euro. Non male, direi! Si tratta della “prima volta” in cui una bocciatura in sede di esami di maturità comporta anche un risarcimento danni, o meglio, della prima volta in cui viene riconosciuto, in Italia, un caso di palese ingiustizia scolastica e, conseguentemente, punito.

    Il fatto risale al 2004, quando lo studente in questione, si presentò a sostenere il suo orale di maturità artistica (dato che frequentava il Liceo artistico Statale Leon Battista Alberti di Firenze), ma la Commissione, invece di interrogarlo su tutte le materie, come da regolamento (ordinanza ministeriale 35 dell’8 aprile del 2003), si limitò a qualche domanda di letteratura italiana, anatomia artistica e storia, tralasciando il resto.

    In questo modo, lo studente avrebbe subito un torto, poiché una prova orale così “monca” gli ha impedito di poter eventualmente equilibrare la mancata sufficienza nelle tre materie in cui è stato sentito, con un miglior esito nelle altre. In realtà, la sentenza di risarcimento del Tar, arriva dopo una precedente vittoria ottenuta dal ragazzo già nel 2006, quanto il Tribunale amministrativo annullò la bocciatura.

    Nel frattempo, però, il giovane, per potersi diplomare, si era iscritto ad una scuola privata, aveva sostenuto nuovamente l’esame di maturità l’anno successivo alla prima bocciatura, uscendone promosso. Ergo, ha visto bene di cavalcare l’onda giudiziaria favorevole, e ha anche fatto ricorso al Tar per avere un indennizzo delle spese affrontate per “rimediare” all’ingiusta bocciatura.

    E ora arriva anche la seconda vittoria, quella pecuniaria. Dato che il Ministero dell’Istruzione non aveva presentato appello, anche la prima sentenza del 2006 è diventata definitiva, perciò ora lo Stato dovrà pagare allo studente l’anno perso e le spese “inutili” affrontate. Che dire, tutto è bene quel che finisce bene…