L’ansia nei bambini causata da genitori troppo protettivi

da , il

    Ansia bambini genitori protettivi

    Ci viene difficile associare un disturbo come l’ansia alla parola bambini. Difficile immaginare che questa malattia psicologica, che in genere subentra in età adulta, quando le preoccupazioni e il peso delle prove che quotidianamente la vita propone ci piovono addosso provocandoci stress e attacchi di panico, possa tormentare un bimbo piccolo. Ci suona strano che anche nella dorata età dell’infanzia, coccolati nel caldo e protettivo nido familiare, tra persone che desiderano solo il loro bene e la loro felicità, i bambini possano sviluppare stati ansiosi al pari degli adulti. Eppure, è proprio così. Anzi, sembra che più coccolati e circondati di premure siano, più i nostri piccoli manifestino questo genere di disturbi.

    ‘Helicopter parenting’, quando la protettività è un handicap

    E’ ormai un “male” comune, nelle famiglie odierne, sviluppare atteggiamenti iper protettivi da parte dei genitori. Complice l’età sempre più tarda in cui si concepisce il primo (e spesso unico) figlio, e i mille timori e le paure che una società sempre più egoista e individualista suscita, le mamme e i papà cercano ossessivamente di eliminare dalla vita dei loro bimbi ogni possibile elemento negativo. In inglese i genitori troppo apprensivi vengono definiti “helicopter parenting”, perché proprio come un elicottero sorvegliano continuamente il proprio pargolo, pronti ad intervenire davanti ad ogni difficoltà, vera o presunta, che si presenti davanti al piccolo. Un comportamento che ingenera ansia nei bambini, e anche una sorta di circolo vizioso. Infatti, più il loro piccolo si dimostra spaventato, intimorito, o semplicemente titubante di fronte ad una nuova esperienza (ad esempio in ambito scolastico), più il genitore iper protettivo si sente in dovere di intromettersi. Questo fenomeno è stato ben studiato in Australia, grazie ad una ricerca pubblicata sulla rivista PlosOne. Vediamo meglio.

    Ansia nei bambini e iperprotettività dei genitori, lo studio

    I ricercatori del Centro di Salute Emotiva dell’Università Mcquaire di Sidney, per dimostrare gli effetti negativi che l’iper proiettività genitoriale provoca nei figli, hanno condotto uno studio coinvolgendo 200 bambini. I piccoli sono stati testati una prima volta in età prescolare, quindi di nuovo esaminati dopo cinque anni, e infine, tra altri 3 anni, verranno di nuovo sottoposti a dei test psicologici. La prova era la seguente: i bimbi dovevano eseguire una serie di piccoli esercizi di vario tipo con la loro mamma a fianco, la quale era autorizzata ad aiutarli solo se lo riteneva strettamente necessario. Le mamme dovevano anche osservare le proprie reazioni istintive e rispondere a domande del tipo: “Vesto mio figlio anche se è capace di farlo da solo?”. Risultato dello studio? Vediamolo.

    Proteggere il bambino solo quando necessario

    L’esito della ricerca è stata chiara, i bambini le cui mamme non riuscivano ad esimersi dall’aiutarli a svolgere anche le più semplici mansioni, dimostravano di essere molto più ansiosi, inibiti ed introversi (sostanzialmente, quindi, anche immaturi), rispetto agli altri. Questo perché l’ansia materna si trasmette al bambino, e il suo desiderio di autonomia, così come l’autostima (generata dal fato di essere riuscito a compiere un esercizio tutto da solo), vengono soffocati. Questo non significa che un genitore non debba proteggere il proprio bimbo, ci mancherebbe! Ma la protezione deve scattare quando ve ne sia davvero bisogno, quando, cioè, un bambino piccolo si trovi a dover fronteggiare un possibile pericolo o una situazione totalmente nuova che non comprende. In questi casi deve essere guidato e supportato. Ma eccedere non può che impedire al bimbo di crescere e di fare le sue esperienze, anche sgradevoli, qualche volta, come il cadere e farsi male. “Un genitore può guidare la risposta del bambino a una situazione modellando un comportamento coraggioso – spiega la dott.ssa Jennifer Hudson, curatrice dello studio – bisogna lasciare che il bambino viva il momento d’ansia, e stimolare un comportamento coraggioso di risposta”. Come sempre, valgono perciò il buon senso e l’equilibrio, anche nell’educazione dei proprio bambini.