L’aborto spontaneo
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- Aborto spontaneo
Non ho nessuna intenzione di dare giudizi morali o consigli (non sarei in grado) sull’aborto. È però un tema di attualità molto forte, si è parlato tanto di Ru486 ed è giusto capire di cosa si tratta, nel caso di aborto spontaneo, ovvero non indotto.
Si definisce aborto l’interruzione della gravidanza. Se è spontaneo nei casi più frequenti si verifica nel corso del primo trimestre e rappresentano circa il 20% delle gestazioni. Le cause possono essere di diversi tipi: genetiche, immunologiche, uterini, ecc. E cresce il rischio di questa complicazione con l’aumentare dell’età raggiungendo fino al 40% di possibilità nelle donne con oltre 40 anni.
Se non vi sentite bene, non aspettate a consultare il medico. I sintomi con cui si può presentare una patologia abortiva possono essere variabili in rapporto alle diverse possibili situazioni cliniche. La diagnosi di aborto spontaneo si basa su più elementi: visita ginecologica, ecografia e esami di laboratorio (test di gravidanza e dosaggio della betaHCG plasmatica).
Ci sono diverse terapie da seguire. Se si tratta di minaccia di aborto, possono essere d’aiuto dei farmaci antispastici, che sono cioè in grado di ridurre la contrattilità uterina.
Se con l’ ecografia che l’ aborto si è purtroppo visto c’è stato un aborto svolto spontaneo in maniera completa (cavità uterina vuota, senza ritenzione di materiale abortivo), può non essere richiesta alcuna terapia. In caso di aborto incompleto o interno, si procederà con lo svuotamento o raschiamento.
Vi lascio solo dicendovi che gli aborti volontari, in Italia, sono diminuiti del 50%.
Foto tratte da
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Fonte | Gynecolonline
Ven 11/09/2009 da Valentina Morosini




















