IVG, aborti in calo del 5,6 % in Italia

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    meno aborti per le donne italiane

    Le donne italiane abortiscono sempre meno: i dati parlano chiaro e sottolineano come lo scorso anno il tasso di aborto per le donne sia diminuito del 5,6 %. Negli ultimi 30 anni inoltre, le interruzioni volontarie di gravidanza, Igv, sono calate del 50 %. Da un recente studio è risultato che le donne italiane sono coloro che fanno meno ricorso all’aborto rispetto alle donne degli altri Paesi industrializzati. Dati che sono contenuti nella Relazione firmata dal Ministro della Salute, Renato Balduzzi, e che è stata inviata anche ai Presidenti del Senato e della Camera.

    Un rapporto che sottolinea i dati preliminari per l’anno 2011 e che mette in luce i dati definitivi relativi all’anno 2010. Secondo il rapporto, nel 2011 sono state effettuate 109.538 Ivg con un calo del 5,6% rispetto al dato del 2010 (115.981 casi) e un calo di aborti del 53,3% rispetto al 1982. Il 1982 è infatti stato, in assoluto, l’anno in cui si sono registrate più Ivg (234.801 casi).

    I dati del 2009 sottolineando che le italiane di età compresa tra i 15 e i 49 anni hanno fatto registrare un tasso di aborto del 6,9 ogni 1.000 donne che diventa invece del 7,7 nei principali Paesi industrializzati e di 26,4 nei Paesi che hanno una forte immigrazione.

    Ovviamente questi dati non possono tenere conto degli aborti clandestini, una realtà purtroppo sempre più diffusa, soprattutto tra le immigrate di nazionalità straniera.

    Gli aborti clandestini infatti, secondo la relazione dell’anno 2008, su dati 2005, sono stati pari a 15.000 casi. In questo caso però si tratta di un dato relativo solo alle donne italiane ma si stima che i numeri siano ben maggiori per le donne straniere, clandestine o no.

    Maglia nera per le regioni come Molise, Campania e Basilicata che hanno visto una riduzione drastica del il numero di servizi che consentono alle donne di effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza, aumentando così il numero di aborti clandestini.

    “Nella grande maggioranza dei casi – ha commentato il ministro Balduzzi – il ricorso a questo intervento rappresenta l’ultima scelta, essendo stati tentati prima metodi per evitare gravidanze indesiderate. La riduzione percentuale di aborti ripetuti è la più significativa dimostrazione del cambiamento nel tempo del rischio di gravidanze indesiderate, poiché, se tale rischio fosse rimasto costante nel tempo, si sarebbero avute attualmente percentuali doppie rispetto a quelle osservate”.

    Come sottolinea il Ministro, la grande paura è quella che sempre più donne ricorrano all’aborto clandestino: “La sostanziale riduzione dell’aborto clandestino e l’eliminazione della mortalità materna ad esso associata, si accompagnano con la riduzione dell’IVG, ottenuta anche grazie alla promozione di un maggiore e più efficace ricorso a metodi di procreazione consapevole, alternativi all’aborto, secondo gli auspici della legge. La promozione della procreazione responsabile costituisce la modalità più importante per la prevenzione dell’aborto. Per conseguire tale obiettivo, è importante potenziare la rete dei consultori familiari”, conclude il ministro.