Insegnare la felicità ai bambini: 10 consigli ad hoc

Insegnare la felicità ai bambini è indispensabile, tant'è vero che in numerose scuole del Nord Europa è una materia di studio. Ecco 10 consigli ad hoc.

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    Insegnare la felicità ai bambini, come si fa? La felicità si può trasmettere o è qualcosa che arriva da dentro? Oggigiorno insegniamo ai piccoli qualunque cosa, iscrivendoli a un sacco di corsi, nella speranza di farli divertire, di aiutarli ad acquisire competenze e distrarli. Ma la felicità quanto conta in tutto questo? Spesso ci dimentichiamo della sua importanza, dandola quasi per scontata o non considerandola una priorità. Invece no, la felicità viene prima di ogni cosa e sarebbe bene insegnarla fin dall’infanzia, come già accade in alcune scuole nord-europee e persino in alcune zone d’Italia. Noi contribuiamo con 10 consigli ad hoc per i nostri figli.

    Sorridere

    Anche se dobbiamo affrontare tanti problemi, impariamo come genitori a ridere insieme ai nostri figli. Perché si sa, il sorriso è contagioso e non esiste rimedio migliore per essere felici e mantenerci in salute. D’altronde non è cosa nuova: numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato l’importanza della risata e allo stesso modo innumerevoli filosofie e correnti spirituali. Lo sapevi che esiste persino una terapia della risata? Il bello è che non costa nulla ed apporta solo benefici.

    Essere grati

    Insegnare la gratitudine ai bambini è il primo indispensabile passo per abituarli alla felicità. Le lamentele continue ci privano di energia, essere grati alla vita in tutte le sue sfaccettature è invece un’ottima strategia per migliorare l’umore e le nostre giornate. Accorgersi delle meraviglie che ci circondano, anche piccole cose che diamo per scontate, ed esserne profondamente grati, è indispensabile per entrare nell’ottica dell’abbondanza, non solo materiale. I bimbi imparano dal buon esempio dei genitori.

    Fantasticare

    L’immaginazione è importantissima non solo perché stimola la creatività dei bambini ma anche perché è uno strumento di conoscenza incredibile, che ci aiuta a ricontattare parti di noi stessi sconosciute. Albert Einstein affermò: “l’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso, facendo nascere l’evoluzione.” E noi aggiungiamo… la felicità.

    Essere gentili

    Un gesto di gentilezza non costa nulla e le occasioni per essere gentili si presentano quotidianamente. Considerato che quello che diamo ci ritorna, secondo la famosa legge di attrazione, è il caso di pensarci su e iniziare a cambiare atteggiamento. Senza contare che insegnare la gentilezza ai bambini è il primo passo per prevenire il bullismo a scuola. A dirlo è stata addirittura una ricerca della University of British Columbia, condotta su 400 bambini tra i 9 e gli 11 anni.

    Evitare giudizi

    Siamo abituati a giudicare gli altri in modo negativo, persino quando non sappiamo nulla sul loro conto e sulla loro storia. E’ un atteggiamento sfiducioso che trasmette ostilità nei confronti della vita stessa. Vogliamo davvero insegnare questo ai nostri figli? Il mondo cela nemici ovunque? Sebbene i pericoli esistano, un atteggiamento negativo in partenza non è affatto d’aiuto.

    Spiegare senza punire

    Il dialogo viene prima di tutto: le punizioni severe appartengono ormai al passato. Non è questione di viziare i bambini, piuttosto di aiutarli a comprendere gli errori con un atteggiamento costruttivo, che alla lunga dà molti più frutti di uno scapaccione.

    Evitare la competizione

    Il senso di competizione, tanto diffuso nella nostra società, crea danni inimmaginabili. Ogni bambino, come ogni adulto, ha specifiche abilità, potenzialità, personalità: è inutile cercare di trasformare i figli in qualcun altro, snaturandoli. O peggio, incentivare la competizione sfrenata per renderli migliori. Questo atteggiamento crea guerra, odio, invidia, anziché favorire il rispetto reciproco. Quindi per essere felici è altamente sconsigliato!

    Capire chi sono davvero

    Troppo spesso diamo per scontati i nostri figli, crediamo di sapere tutto di loro e quindi, tendiamo a indirizzarli secondo parametri sbagliati. Il nostro compito, che è alla base della felicità, è capire chi sono davvero, aiutandoli a sviluppare le abilità innate e il loro potenziale. Un abete che vuole fare il pioppo non andrà lontano e soprattutto sarà tremendamente infelice.

    Essere onesti

    L’onestà è un valore che conta poco ai nostri tempi ma, per fortuna, sempre più persone iniziano a capire che essere onesti non è da stupidi ma è la base di una società fondata sul rispetto reciproco e quindi sull’amore. In una società simile le persone, di certo, sarebbero più felici. Insegniamo questo valore ai nostri figli in modo che un giorno possano costruire un mondo più giusto e sereno.

    Meditare

    Banalità? Affatto, perché meditare aiuta adulti e bambini a scoprire se stessi, al di là delle parole, a rilassarsi e a trovare il proprio centro interiore. In una società basata prevalentemente sulla parola e sulla ragione come la nostra, c’è bisogno di riscoprire l’intuito: se imparassimo ad affinarlo e ad ascoltarlo, si rivelerebbe un alleato prezioso.