Inquinamento atmosferico: 300 milioni di bambini a rischio secondo l’Unicef

da , il

    Inquinamento atmosferico: 300 milioni di bambini a rischio secondo l’Unicef

    I livelli di inquinamento atmosferico nel mondo toccano vertici pericolosi, addirittura sei volte maggiori rispetto agli standard prefissati dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità. A dirlo è stato un rapporto dell’Unicef, Clear the Air for Children, secondo il quale 300 milioni di bambini sono esposti ad aria estremamente inquinata pericolosissima per la loro salute nonché una delle principali cause di morte infantile. Le zone più a rischio sono l’India del nord e i paesi limitrofi.

    Forse non tutti sanno che l’inquinamento atmosferico causa danni potenzialmente irreversibili, specialmente sui bambini, fra cui malattie del cervello, dei polmoni e a carico di altri organi. A dirlo anche il direttore generale dell’Unicef, Anthony Lake, che ha affermato: “gli agenti inquinanti non solo danneggiano il loro sviluppo polmonare ma possono superare la barriera emato-encefalica e danneggiare permanentemente il cervello e il loro futuro. Nessuna società può ignorare l’inquinamento dell’aria“.

    Purtroppo rappresenta uno dei fattori di morte principali per 600 mila bambini con meno di 5 anni di età. Si stima inoltre che 300 milioni di bambini nel mondo siano esposti a livelli di inquinamento atmosferico troppo elevati rispetto agli standard consentiti dalle guide internazionali. Le zone più a rischio si trovano in Asia, in primis l’India, seguita dai paesi vicini, con 620 milioni più 450 milioni comprensivi del Pacifico, 520 milioni in Africa, 120 milioni in Europa.

    Secondo quanto è risultato dai dati satellitari, il 90% dei bimbi, ovvero 2 miliardi di minori, vivono in regioni a rischio.Le cause però non vanno rintracciate solo nelle emissioni di veicoli, ma anche nell’impiego di carburanti fossili, polvere e incendi di rifiuti.

    Per quanto concerne la situazione italiana, purtroppo i dati parlano chiaro, siamo la nazione europea più a rischio, specialmente la zona della Pianura Padana. L’Unicef ha constatato che il particolato ultrafine, PM 2,5, è una delle sostanze più pericolose perché in grado di penetrare nei polmoni a grande profondità. In Italia, le morti premature attribuibili all’inquinamento atmosferico, si stimano intorno alle 60.000 ogni anno dovute, la maggioranza, proprio alla presenza di questa sostanza tossica nell’aria.