In Italia si vende il latte artificiale più caro d’Europa

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    Latte artificiale Italia

    Una mamma che non allatti al seno e debba usare il latte artificiale formulato per forza, è indubbiamente penalizzata sotto molti punti di vista, in primis quello economico e soprattutto se è una mamma italiana. Il latte artificiale in vendita nelle nostre farmacie e supermercati, infatti, risulta il più caro d’Europa, come ha denunciato all’Antitrust il Ministro per la Cooperazione internazionale con Delega alla Famiglia Andrea Riccardi. Dopo il ricorso dell’Associazione Altroconsumo, qualche anno fa, sembrava che i prezzi fossero mediamente scesi rispetto ai rincari selvaggi e ingiustificati precedenti (una riduzione pari a circa il 25%), ma questo non è stato sufficiente.

    Tuttora, infatti, il costo degli articoli per la prima infanzia e soprattutto dei latti formulati sono i più alti della zona UE. Tant’è vero che chi può, quei genitori che abitano in regioni vicine al confine, finisce per “espatriare” in Croazia, Svizzera o Slovenia per trovare prodotti più convenienti per i loro bebè. La questione riguarda soprattutto farmacie e parafarmacie, dove si vendono le marche più care spesso consigliate proprio dai pediatri.

    “Il comparto dei prodotti per la prima infanzia risulta caratterizzato da alcune specificità che incidono sulla formazione dei prezzi e sulla struttura della catena distributiva – spiega il Ministro Riccardi – La conseguenza è che il consumatore si trova obbligato ad acquistare il prodotto di una particolare marca su indicazione del pediatra. Tra l’altro la sostituibilità con prodotti equivalenti, alternativi è piuttosto limitata”. Il tutto con grave peso sul bilancio familiare.

    “Quando le risorse scarseggiano – prosegue Riccardi – bisogna trovare nuove idee. L’abbattimento dei prezzi è a costo zero per lo Stato ma può portare sollievo agli italiani. Da noi la famiglia da sempre rappresenta un grande ammortizzatore sociale”.

    Ultimamente molti genitori cercano di unirsi in gruppi di acquisto solidale per dividere le spese, ma il problema è a monte e finché le farmacie comunali non decideranno, insieme, di procedere ad un significativo abbassamento dei prezzi, le cose non potranno che peggiorare. Speriamo dunque che a livello governativo si proceda in modo da equiparare alla media europea il prezzo su tutti gli articoli per la prima infanzia.