Impetigine nei bambini in estate, cos’è e come si cura

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    impetigine bambini al mare

    L’impetigine è un’infezione molto comune nei bambini ed è proprio l’estate il momento in cui si manifesta maggiormente. Non si tratta di una malattia pericolosa ma è bene riconoscerla subito per evitare complicazioni. Si tratta di un’infezione causata da due batteri, lo Staphylococcus aureus, che si trova solitamente nel naso e lo Streptococcus piogene, che prolifera nella faringe. Una piccola ferita o una puntura di zanzara possono fare penetrare i batteri nella pelle, infettandola e dando luogo all’irritazione.

    Come sottolinea Carlo Gelmetti, responsabile dell’Unità di dermatologia pediatrica del Policlinico di Milano, “L’infezione colpisce soprattutto i bambini perché la loro pelle è povera di sebo, di cui viene così a mancare l’azione impermeabilizzante e di barriera”.

    Come riconoscere l’impetigine

    I genitori dovrebbero porre attenzione alla pelle del piccolo soprattutto in estate quando il caldo, il sudore e i bagni in mare possono indebolire la cute del bambino. Le microlesioni che il piccolo si può procurare giocando all’aria aperta, nonché le punture di zanzara sono il veicolo tramite il quale l’infezione si propaga. Anche se non pericolosa, ricordate che l’infezione è contagiosa tra i bambini. Per riconoscerla, dovrete osservare la pelle del vostro piccolo: se notate delle piccole bolle piene di siero che diventano in breve tempo delle croste giallastre e che si espandono a vista d’occhio, potrebbe facilmente trattarsi di impetigine. All’inizio l’infezione può essere scambiata per Herpes delle labbra e per boccheruola da Candida: l’impetigine però si espande molto più velocemente rispetto alle altre infezioni.

    Come si cura l’impetigine

    E’ importante intervenire con la cura adeguata in fretta per evitare che la malattia si espanda e che colpisca altri bambini. “ La cura è a base di antibiotici da applicare localmente 2-3 volte al giorno per una settimana. Prima di stendere la pomata bisogna rimuovere le croste con impacchi di acqua tiepida. Una volta messo l’antibiotico è meglio bendare le zone interessate o coprirle con i vestiti” consiglia Carlo Gelmetti, responsabile dell’Unità di dermatologia pediatrica del Policlinico di Milano. Quando l’infezione ha ormai superato la fase iniziale può essere utile una terapia antibiotica per bocca. Quando la malattia viene trascurata, la conseguenza più grave può essere è la glomerulonefrite post-streptococcica che porta ad un’insufficienza renale.