Il sesso del bambino? Dipende dalle mamme, sono loro a determinarlo

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    Sesso bambino mamme

    Il sesso di un bambino non è una cosa che si determina per puro caso, durante la prima fase della gravidanza. In realtà, il genere del proprio figlio lo “sceglie” la madre, è lei a “pilotare” lo sviluppo del feto in una direzione o nell’altra. Non si tratta, certo, di un processo volontario, di una scelta consapevole, ovviamente! Si tratterebbe semplicemente della “risposta” ad una esigenza di tipo ambiental-biologico. A scoprire quanto sia cruciale la madre nella determinazione del sesso del nascituro, sono stati i ricercatori della Australian National University (Australia, naturalmente), coordinati dalla dottoressa Sarah Pryke, grazie ad uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B. Vediamo meglio.

    Sesso del bambino e scelta materna, lo studio

    Secondo lo studio australiano, in natura nulla accade per caso, neppure la determinazione del sesso di un bambino nell’utero materno. Finora, infatti, si era sempre pensato che il feto sviluppasse i caratteri maschili o quelli femminili in base a fattori non predeterminati, e difficilmente legati all’ambiente o al coinvolgimento materno. Invece, pare proprio che sia fondamentale la “risposta” delle mamme a determinati stimoli esterni. Lo studio è stato condotto non su modello umano ma animale, per la precisione sugli uccelli. Gli scienziati hanno preso in esame 56 passerotti appartenenti alla specie Erythrura, li hanno divisi in due gruppi che sono stati alimentati diversamente. Alcuni hanno seguito una dieta più ricca di proteine, altri più povera. Al termine della sperimentazione, si è potuto osservare che gli uccellini che avevano assunto meno proteine avevano più concepito figli maschi. Perché?

    La mamma sceglie il sesso del bambino grazie ad un ormone

    Per quale motivo le passerotte che avevano assunto meno proteine avevano dato alla luce figli maschi? La risposta alla dott.ssa Pryke: “In questo caso il vantaggio è dato dal fatto che i maschi resistono molto più delle femmine a periodi con poco cibo. ad esempio per il fatto che crescono più in fretta anche con un’alimentazione scarsa. Non si può dire con certezza se lo stesso principio può valere per gli esseri umani, perché non si può fare un esperimento come questo”. Il tutto, quindi, ha a che vedere con la possibilità della specie di sopravvivere, collegata alle risorse ambientali:

    “Sembrerebbe che quando ci sono costi prevedibili associati con la nascita e la crescita di figli in un dato ambiente, le femmine siano in grado di cambiare il rapporto statistico fra maschi e femmine la scelta funziona nel massimizzare la sopravvivenza della specie”. Ma in pratica, come è possibile, dal punto di vista biologico? Sembra che ad entrare in gioco nella determinazione del sesso del nascituro sia un ormone, il corticosterone, associato allo stress. Naturalmente si tratta di uno studio che avrà bisogno di ulteriori conferme scientifiche, ma comunque davvero molto interessante. Chissà se è valido anche per gli esseri umani.