Il senso del pudore nei bambini

Il senso del pudore nei bambini, ecco di cosa si tratta quando, come e perché si sviluppa nei piccoli di casa.

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    Il senso del pudore nei bambini, un aspetto che tende a preoccupare molti genitori e che fa sorgere, anche nelle mamme e nei papà più moderni e preparati, mille dubbi e preoccupazioni. In un’epoca, come quella attuale, dove la maggior parte degli stimoli dati da televisione e riviste punta sui doppi sensi, spesso di dubbio gusto, è legittimo chiedersi, soprattutto quando ci sono dei piccoli in famiglia, se esista ancora un senso del pudore e come sia possibile declinarlo nei bambini.

    Di cosa si tratta

    Non è altro che un sentimento assolutamente naturale, il senso del pudore fa parte di ogni essere umano e ne regola molti atteggiamenti quotidiani. È grazie a lui, per esempio, se si evita di spogliarsi in pubblico o di avere comportamenti equivoci davanti agli estranei. È una sorta di forma di difesa, che si sviluppa naturalmente anche nel bambino e si perfeziona grazie sia all’educazione data dai genitori sia agli stimoli esterni. Grazie anche al senso del pudore, il bambino impara a capire quali sono glia atteggiamenti giusti che gli adulti, così come i coetanei, dovrebbero avere con lui e a conoscere i limiti.

    Quando si sviluppa

    Il senso del pudore inizia a farsi sentire nei bimbi sin dai tre-quattro anni di età. Prima è difficile che si sviluppi, se non altro perché nei primi suoi due anni di vita, il bambino non ha la reale percezione del suo corpo e fatica a prenderne coscienza fino a quando vive ancora in quasi totale simbiosi con la mamma. Inoltre, fino ai tre anni, i bimbi solitamente non conoscono il pudore, non hanno particolari problemi e non provano disagio a correre nudi sulla spiaggia o a giocare con i propri genitali in pubblico, per esempio. Non conoscono ancora né pudore né imbarazzo.

    Nei bambini dai tre anni

    È superati i tre anni che i piccoli cominciano a sviluppare una sorta di necessità di riservatezza, un senso del pudore che li spinge a recepire regole e segnali imposti dai genitori e dalla società. Si comincia ad adattarsi alle regole della società, modulando anche il proprio comportamento e adattandosi a ciò che si vede intorno. A partire dai genitori, per esempio: i bimbi vedono mamma e papà vestiti, con alcune parti del corpo sempre coperte e, di conseguenza, in modo inconscio, recepiscono il messaggio. Comincia a nascere il confronto, da parte del bambino, del proprio corpo con quello degli adulti e dei coetanei. Il senso del pudore si sviluppa e anche alcuni atteggiamenti nei confronti dei genitori cominciano a cambiare. Può succedere che il piccolo non gradisca più la presenza della mamma mentre è in bagno. Può accadere che non ami essere vestito o lavato dagli adulti.

    Dai quattro anni in poi

    Compiuti i quattro anni, poi, il senso del pudore si affina ulteriormente. Infatti, il bambino è ormai totalmente inserito nella società, comincia a frequentare l’asilo e a condividere gran parte della giornata con i coetanei, senza il controllo continuo della mamma. In questa fase cominciano i primi rapporti di amicizia, i confronti con i pari, la voglia di affermare la propria personalità all’interno del gruppo. E’ soprattutto dal confronto con gli altri che nasce la curiosità verso il proprio corpo. Poi, intorno ai sette anni il senso del pudore è completamente sviluppato nel bambino, che è in grado di distinguere in autonomia ciò che è permesso fare e cosa è proibito. A questo punto il piccolo ha imparato a custodire con gelosia e efficacia la propria intimità.