Il rapporto mamma-bebè nel primo anno di vita determina la capacità di amare in età adulta

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    Rapporto mamma bebe

    Sta tutto in quel primo anno di vita, nel rapporto che si crea tra mamma e bebè, il germe del futuro approccio emotivo e sentimentale di un individuo. E’ proprio durante quei mesi cruciali, che vanno dal primo giorno dopo il parto fino ai 18 mesi circa di età, mesi di cui non possediamo nessun ricordo cosciente, ma fondamentali, che noi esseri umani costruiamo le basi della nostra capacità futura di sviluppare fiducia e amore verso il prossimo. Se riceviamo la giusta dose di coccole, gesti di affetto e di rassicurazione, siamo praticamente già a metà dell’opera, e quel bambino così amato, diventerà a sua volta un adulto in grado di amare, di dare e di ricevere fiducia.

    A scoprire quanto sino importanti i primi momenti del primo e principale rapporto affettivo sperimentabile da tutti i neonati (o quasi), che è quello con la madre, sono stati i ricercatori dell’Università USA del Minnesota grazie ad uno studio pubblicato sulla rivista Current Directions in Psycological Science. La ricerca è durata 30 anni, ed ha coinvolto 30 individui nati in famiglie disagiate, e seguiti dalla nascita fino, appunto, ai 30 anni di vita, con particolare attenzione alla loro vita sentimentale e alla rete di amicizie.

    Secondo uno degli psicologi che ha curato lo studio, Jeffrey Simpson, un bimbo che abbia subito maltrattamenti, o che sia stato trascurato dalla madre, costruisce un atteggiamento di difesa che si sedimenta nella psiche, riemergendo durante la crescita e creando una sorta di barriera nei confronti degli altri. Capire questo, può aiutare moltissimo persone che abbiano relazioni sentimentali fallimentari e che non riescono a comprendere per quale ragione ciò accada.

    “Troviamo una traccia debole ma importante tra il bambino nella braccia della sua mamma e il ventenne in quelle della sua amata”, spiega Simpson. Inoltre: “Se si riesce a capire quali sono i vecchi modelli di comportamento e renderli consci è possibile calibrare il comportamento in modo diverso”. Qui sta il nodo della questione.

    L’atteggiamento istintivo di difesa e di chiusura dell’adulto che non si è sentito amato a sufficienza è reversibile, superabile. In buona sostanza, sapendolo, e lavorando con pazienza su di sé, si può spezzare la catena e, magari, riuscire a diventare quel genitore amorevole che non si ha avuto la fortuna di conoscere da piccoli.