Il parto in casa spiegato da… Barbie [FOTO]

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    Ultimamente, anche in ambito medico, si sta rivalutando il parto in casa, considerata fino a pochi anni fa un’opzione non praticabile, o comunque molto rischiosa per la maggior parte delle gestanti. In realtà, sempre più studi indicano che non esiste un maggior pericolo nel far nascere il proprio bebè tra le rassicuranti pareti domestiche, circondate dai cari oggetti e dalle persone più amate che sono in grado di fornire un valido supporto psicologico durante la fase laboriosa del travaglio. Una ricerca inglese ha, ad esempio, dimostrato che solo per quanto riguarda il primo parto può esistere un minimo (sempre molto basso, però) di rischio superiore rispetto alla nascita in ospedale.

    In ogni modo, sicuramente non esiste mamma che non preferirebbe, se fosse certa di poter godere della stessa assistenza medica, partorire in casa piuttosto che in una qualunque struttura sanitaria, per quanto all’avanguardia possa essere. Pensate che negli USA si è creato una sorta di movimento “pro parto in casa”, che conta sempre più sostenitori anche in ambito ostetrico-ginecologico. E così, per cercare di convincere le mamme a prendere in considerazione questa possibilità, entra in gioco anche … Barbie.

    Proprio lei, la bambola più amata di sempre, emblema di femminilità, giocattolo fashion per eccellenza, è stata utilizzata per un curioso e davvero riuscito servizio fotografico che illustra proprio le diverse fasi del parto in casa, mettendo in luce soprattutto gli aspetti positivi di carattere “emozionale”, più che pratico. L’idea la dobbiamo all’artista Katie Moore di Beach Birth Photography, specializzata nella realizzazione di servizi fotografici in sala parto (una delle ultime mode USA), che usando la celebre bambola bionda ha inteso dimostrare quanto sia preferibile un approccio meno medicalizzato al parto.

    Un trend che viene seguito, seppur con qualche difficoltà in più, anche in Italia, secondo le ultime linee guida stabilite dal Ministero della Salute. Nelle foto, che potete ammirare dando un’occhiata alla nostra galleria, la Moore ha ripreso Barbie nei momenti più intensi del parto, dalle prime doglie fino al momento in cui stringe per la prima volta il suo bebè tra le braccia. Accanto alla partoriente, le persone della sua famiglia, che possono partecipare attivamente all’evento nascita: innanzi tutto il compagno (e papà) Ken, ma anche la sorellina più grande.

    L’idea è quella di far passare il messaggio che il parto non è una malattia da trattare in un ambiente “sterile” come quello di un ospedale, ma un evento del tutto naturale che ha più a che vedere con le vita familiare. Naturalmente, tutto questo idilliaco quadro, è valido se si parla di un parto fisiologico, che non presenti complicazioni, e soprattutto che avvenga con l’assistenza di personale specializzato (una cooperativa di ostetriche, ad esempio), con la possibilità di raggiungere d’urgenza il più vicino ospedale qualora s verificassero problemi. In ogni modo, la Barbie partoriente ci piace moltissimo!

    Fonte: dolceattesa.rcs.it