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Il metodo Montessori e la musica

Il metodo Montessori e la musica
da in Metodo Montessori
    Il metodo Montessori e la musica

    Il metodo Montessori e la musica, binomio importante perché l’educazione musicale è ritenuta essenziale per lo sviluppo cognitivo e la formazione complessiva dei bambini. La musica, secondo la Montessori, favorirebbe infatti l’autonomia nel piccolo, lo spirito di collaborazione e partecipazione, il rispetto per l’altro, la libertà. Questo perché avrebbe la capacità di aprire il cuore e di renderci più sensibili e umani, qualità fondamentali nell’educazione di stampo montessoriano. Un pensiero che non vuole essere banalmente romantico ma che deriva da una riflessione importante della famosa educatrice. La Montessori affermava infatti che musica e danza appartengono a qualunque gruppo umano distinguendoci dagli animali. Ma rispetto al linguaggio che tende a creare muraglie, ovvero separazione da altre comunità, la musica “unisce tutti gli uomini in un’unica grande comunità” e dovrebbe quindi rimanere un bene comune accessibile a tutti. Un uomo che è educato alla musica ha infatti più probabilità di vivere meglio nella comunità.

    L’educazione alla musica nell’ottica Montessori è fondamentale perché un bambino che non viene educato ad apprezzare e comprendere questa forma d’arte, rischia di non beneficiarne nemmeno in età adulta. Questa visione sembrerebbe discostarsi da quella tradizionale, secondo la quale la musica va insegnata a chi la fa ma non a chi la ascolta. Nell’educazione Montessori la prospettiva è diversa perché all’educazione musicale è riconosciuta una funzione formativa neurologica e insieme psichica, valida per tutti.

    La neuroscienza oggigiorno sembra dimostrare che lo studio della musica comporta benefici a 360 gradi perché sviluppa tutta una serie di capacità. Intelletto, intuito, creatività, logica ne risentono positivamente purché l’educazione musicale non si limiti ovviamente allo studio della storia ma comporti anche attività pratiche. In tal senso Maria Montessori si è rivelata antesignana visto che ha compreso da subito che il fare, nell’educazione del bambino, è di primaria importanza qualunque sia la materia di studio.

    Per quanto riguarda la musica, la Montessori riteneva che il bambino potesse essere introdotto a questa disciplina già in età pre-scolare ricorrendo a materiali che stimolino la sensibilità dell’orecchio. Da qui il largo impiego nelle scuole Montessori di campanelli e scatole dei rumori. Il campanello è ritenuto importante perché favorisce la nomenclatura dei suoni, base indispensabile per aiutare il bambino a comprendere in una fase successiva le note, concetti astratti.

    Difatti la Montessori riteneva che per percepire correttamente i concetti astratti, la forma, il colore, il suono e così via, l’apprendimento di tipo sensoriale fosse uno step obbligato. Ulteriori materiali introdotti dalla Montessori per lo studio della musica sono la lavagna di legno pentagrammata che semplifica notevolmente la lettura delle note attraverso righi e spazi in sequenza. Il bambino riesce pertanto a intuire il meccanismo della successione ordinata attraverso i campanelli.

    Un altro aspetto ritenuto molto importante dal Metodo Montessori, sempre collegato alla musica, è il movimento. Quest’ultimo è già presente in qualunque attività Montessori e ovviamente non poteva mancare in ambito musicale. E’ infatti ritenuto fondamentale per lo sviluppo mentale e spirituale del bambino.

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