Il giocattolo: va scelto in base all’età

Giocattoli, vanno scelti in base all'età

Il giocattolo va scelto sempre in base all’età del bambino. E’ vero che girando col pancione nei negozi per preparare il corredino vedete dei giochi a cui non riuscite a resistere. Nulla vi vieta di acquistare la macchina telecomandata o la Barbie di ultima generazione. L’importante è non pretendere che ci giochino da subito! Il gioco di per se stesso è scoperta, creatività, colore, divertimento, educazione, ma soprattutto stimolo, di qualcosa che il bambino ha dentro di se, innate: la fantasia e la capacità di apprendere. Il gioco, o nella fattispecie un giocattolo, sono solo un mezzo per fare tutto ciò.


Ecco allora che entro nei primi 6 mesi di vita dei bambini, gli oggetti da scegliere devono essere morbidi, colorati, da mettere in bocca, magari con suoni e lucine, che a loro piacciono molto. Evitate cose particolarmente pesanti.
 
Un loro gioco spontaneo e naturale sta nel lanciare a terra tutti gli oggetti che arrivano a portata di mano, per vedere che rumore fanno, ma soprattutto la reazione di mamma e papà. A 12 mesi si ha già la capacità di imparare giocando.
 
Possono essere stimolanti ad esempio i giocattoli per imparare a camminare, magari pieni di luci e colori, una palla da toccare e lanciare o un cavallo a dondolo.
 
A tre anni si potrà regalare la tanto agognata macchina telecomandata: si cominciano ad avere le capacità manuali per poterla manovrare. E’ spesso anche l’età della scuola e quindi andranno bene il banco a loro misura, i colori a cera o i pennarelli non tossici.
 
A quattro o cinque si può arrivare alla Barbie. Ma vedrete, già da prima avranno cominciato a scegliere da soli, o comunque vi renderete conto delle loro attitudini e vi verrà spontaneo assecondarle.
 
Fatevi consigliare dal negoziante oppure seguite le indicazioni presenti sulle scatole (appunto in base all’età). Evitate cineserie o giocattoli in genere pericolosi e ricordate: il bello vero e proprio, non sta però nell’acquistare un giocattolo speciale, bensì nel riuscire a tornare bambine e giocare con loro.
 

Ven 06/08/2010 da Cinzia Iannaccio in

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