Il Carnevale dei bambini è più divertente con le filastrocche in rima

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    carnevale bambini filastrocche 2012

    Il Carnevale 2012, la festa preferita dei bambini è vicino e oggi vi vogliamo proporre alcune delle più belle filastrocche pensate apposta per i vostri bambini. Si tratta di poesie in rima molto simpatiche che parlano delle mascherine di Carnevale e dell’atmosfera che si respira in questi giorni di festa. Giornate importanti per tutti i bambini che si potranno divertire un mondo a giocare con i loro amici e a sfilare per le vie delle città con i loro coloratissimi travestimenti!

    Carnevale

    Che fracasso!

    Che sconquasso!

    Che schiamazzo,

    mondo pazzo!

    E’ arrivato Carnevale

    buffo e pazzo,

    con le belle mascherine,

    che con fischi, frizzi e lazzi,

    con schiamazzi,

    con sollazzi,

    con svolazzi di sottane

    e di vecchie palandrane,

    fanno tutti divertir.

    Viva, viva Carnevale,

    che fischiando,

    saltellando,

    tintinnando,

    viene innanzi e non fa male;

    con i sacchi pieni zeppi

    di coriandoli e confetti,

    di burlette e di sberleffi,

    di dispetti,di vestiti a fogge strane,

    di lucenti durlindane,

    di suonate, di ballate,

    di graziose cavatine,

    di trovate birichine.

    Febbraio

    Il febbraio pazzerello

    ci ha portato il Carnevale

    a caval d’un asinello

    e con seguito regale:

    Pantalone e Pulcinella

    e Rosaura e Colombina

    Balanzone con Brighella

    e Pieretta piccolina.

    A braccetto con Gioppino

    che dimena un gran bastone,

    van Gianduia e Meneghino

    sempre pronti a far questione.

    Arlecchin chiude la schiera

    che, fra canti, balli e lazzi

    lieta va da mane a sera

    Girotondo delle mascherine

    Girotondo, girotondo,

    noi giriamo tutto il mondo.

    C’è Gianduia e Meneghino,

    Pulcinella e Arlecchino.

    C’è Brighella e Pantalone,

    Meo Patacca e Balanzone,

    Beppe Nappa siciliano,

    Stenterello che è toscano…

    Girotondo, girotondo,

    noi viaggiam per tutto il mondo,

    e con noi portiam la gioia

    che è nemica della noia.

    Il vestito di Arlecchino

    Per fare un vestito ad Arlecchino

    ci mise una toppa Meneghino,

    ne mise un’altra Pulcinella,

    una Gianduia, una Brighella.

    Pantalone, vecchio pidocchio,

    ci mise uno strappo sul ginocchio,

    e Stenterello, largo di mano

    qualche macchia di vino toscano.

    Colombina che lo cucì

    fece un vestito stretto così.

    Arlecchino lo mise lo stesso

    ma ci stava un tantino perplesso.

    Disse allora Balanzone,

    bolognese dottorone:

    “Ti assicuro e te lo giuro

    che ti andrà bene li mese venturo

    se osserverai la mia ricetta:

    un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.