I colpi di sole e il colore in gravidanza sono pericolosi?

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    Colpi di sole in gravidanza

    Quante donne in gravidanza si ritrovano a domandarsi se i colpi di sole che illuminano le loro chiome o la tintura dei capelli siano dannosi per la salute del loro bebè? Il problema delle tinture in gestazione è una questione estremamente dibattuta, un po’ anche controversa, nel senso che spesso nei forum di discussione per mamme, si affronta l’argomento partendo da posizioni diversissime. C’è chi sostiene che sia indispensabile smettere subito con qualunque trattamento chimico che possa, anche in maniera infinitesimale, esporre il feto a qualche forma di contaminazione, e chi, al contrario, continua molto serenamente a frequentare periodicamente il proprio parrucchiere di fiducia, per tutti i nove mesi della dolce attesa.

    Ma quali possono essere le controindicazioni ai colpi di sole e al colore dei capelli, e soprattutto, che tipo di trattamenti sono da escludere, e quali, invece, non provocano nessun danno a mamma e bebè? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

    Tinte per capelli, le differenze

    Prima di addentrarci a spiegare gli eventuali pericoli delle tinture, colpi di sole inclusi, durante la gravidanza, vediamo di distinguere i vari trattamenti di colorazione e quali sostanze (nocive o meno), contengano. Intanto, le tinture vanno distinte in tre categorie a seconda della durata nel tempo:
    • Temporanee (gli shampoo coloranti, che vanno via dopo qualche lavaggio)
    • Semipermamenti
    • Permanenti (si tratta delle normali tinte usate per coprire i capelli bianchi, ad esempio, che possono sbiadire ma non vanno mai più via dopo essere state fatte, e sono anche quelle che contengono più sostanze chimiche)

    Infine c’è la decolorazione, a base di ammoniaca, che viene usata per togliere il pigmento naturale del capello, che così diventa molto chiaro, e sul quale si può eventualmente applicare un’altra colorazione a piacere.

    Colpi di sole e colore dei capelli: le sostanze nocive in gravidanza

    Proprio l’ammonica e le sostanze ossidanti, come ad esempio l’acqua ossigenata, sono particolarmente irritanti, in generale, anche una donna non in dolce attesa dovrebbe cercare di limitare questo genere di trattamenti, e sicuramente non effettuarli più di una volta in un mese. Questo perché nonostante le tinture di buona qualità siano abbastanza sicure, c’è da tener conto che di solito vengono testate (ahimé) sugli animali (e non sull’uomo), e sicuramente non sulle gestanti. In ogni modo si tenga conto che le dosi considerate sono minime. In linea generale le tinture che toccano il cuoio capelluto (come ad esempio quelle per coprire i capelli bianchi), in infima percentuale possono entrare in circolo nel sangue (ad esempio, basta una micro abrasione sulla cute), per venire poi eliminate attraverso le urine. Logicamente è proprio questo il rischio per la donna incinta, perché tutto ciò che viene assorbito nel sangue materno, che sia “buono” o “cattivo” (come ad esempio l’alcool e il fumo) arriva anche al feto. Esiste la possibilità che il bimbo subisca delle anomalie a causa dell’esposizione a queste sostanze? Secondo gli ultimi studi no, nel senso che non si è trovata una maggiore incidenza di malformazioni o deficit fetali nei figli di donne che si erano sottoposte a trattamenti di colorazione dei capelli in gravidanza rispetto alle altre. Quindi tutto a posto? Non proprio.

    Colpi di sole e tinture in gravidanza: le regole da seguire

    Per stare abbastanza tranquille, le mamme che volessero comunque tingere le proprie chiome in gravidanza dovrebbero seguire alcune regole. Vediamole:

    • Evitare tinte di qualunque genere, inclusi i colpi di sole, durante il primo trimestre (sicuramente i primi 2 mesi di gestazione), perché in questa delicatissima fase tutti gli organi interni del feto sono in formazione
    • Effettuare i trattamenti in saloni di parruccheria spaziosi e ben areati, oppure in casa con la finestra o le porte del bagno aperte (o della stanza dove eseguite l’operazione)
    • Stare molto attente al tempo di posa (se per esempio fate il colore in casa), in modo da non lasciare il prodotto neanche un minuto in più sul cuoio capelluto
    • Sciacquare con cura la testa dopo il trattamento in modo da eliminare ogni residuo di tintura
    • Se fate il trattamento in casa ricordate di usare i guanti in lattice fin da subito, in modo da non entrare direttamente in contatto con i reagenti
    • Infine, ma questo vale sempre, effettuate un test allergologico prima di cominciare, e richiedetelo anche al vostro parrucchiere di fiducia

    I colpi di sole in gravidanza sono pericolosi?

    Veniamo ai nostri amati colpi di sole e la quesito di partenza. Sono pericolosi, in gravidanza, oppure no? La risposta è no, con riserva. Diciamo che tra tutti i trattamenti coloranti per capelli, si tratta di uno di quelli meno rischiosi, e questo per un semplice motivo: le meches, i colpi di luce, in genere servono solo per illuminare la chioma, per questo motivo il prodotto viene applicato non a partire dalla radici, come avviene per le altre tinture permanenti, ma a qualche mm (anche di più) di distanza, il che impedisce il contatto diretto con i reagenti. A tal proposito, si consiglia si effettuare i colpi di sole utilizzando la classica cuffia, che magari è un po’ meno “piacevole” per chi vi si sottoponga rispetto alle cartine di alluminio che si usano di solito, ma che vi garantirà maggior sicurezza. Tutto questo discorso è valido per le clienti in dolce attesa, ma se la donna in gravidanza fosse proprio la parrucchiera?

    Parrucchiere in gravidanza: corrono più rischi?

    Per quanto riguarda la categoria delle parrucchiere, secondo alcuni studi è stata rilevata un minima maggiore probabilità di incorrere in un aborto spontaneo, ma nei casi in cui la lavoratrice lavorasse oltre 40 ore alla settimana, effettuasse moltissime tinte e decolorazioni, stesse in pieni oltre 8 ore al giorno. Condizioni non proprio ideali in generale per qualunque donna incinta. Tuttavia, il fatto di manipolare sostanze chimiche e reagenti, di per sé non dovrebbe aumentare i rischi di malformazioni fetali, a patto che la futura mamma segua qualche semplice regola di prudenza, e la imponga al suo datore di lavoro se dipendente. Ad esempio, è necessario che il salone sia ben areato, che la donna usi sempre guanti ed eventualmente mascherine protettive ogni volta che abbia a che fare con sostanze tossiche come l’ammoniaca e l’acqua ossigenata, che eviti di mangiare e bere nello stesso posto di lavoro. Piccoli accorgimenti di prudenza che valgono oro.