I bambini vittime di violenza domestica soffrono come i soldati di guerra

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    I bambini sono spesso vittime di violenza domestica. Si crede che i pericoli siano fuori dalle mura di casa, ma non è così. Sono tanti i piccoli che subiscono abusi proprio dai genitori con danni permanenti. Da uno studio dello University College of London (Regno Unito), si è scoperto che soffrono proprio come i soldati in guerra, ovviamente a livello mentale. Con gli anni diventano molto più reattivi: imparano a riconoscere i pericoli e a difendersi dalle minacce con più velocità.

    Gli esperti spiegano questo comportamento come capacità di adattamento. Non è però una cosa positiva, perché con il passare degli anni, molti bimbi sviluppano ansia, depressione e problemi di salute mentale di diverso tipo. Per giungere a questa tesi, gli studiosi hanno esaminato le risonanze magnetiche condotte su 20 bambini londinesi di 12 anni e allontanati dalle rispettive famiglie per problemi di violenza domestica.

    Per capire i danni, questi esami sono stati paragonati a bambini sereni, che non hanno mai avuto alcun tipo di problema in casa (e neppure fuori). Che cosa è emerso? Prima di giungere alle conclusioni, bisogna dire che durante la risonanza i bambini erano esposti a una serie di immagini, raffiguranti espressioni tristi, calme o arrabbiate. È stato evidente che i bimbi con una storia di violenza erano molto più reattivi davanti ai volti aggressivi, che vedevono come minaccia.

    Uno degli autori, McCrory, ha commentato: “Questa ricerca è importante perchè offre i primi indizi su come le regioni del cervello dei bambini possano adattarsi agli abusi tra le mura domestiche. Una migliore reattività a un segnale di minaccia come la rabbia può rappresentare una risposta adattativa per questi bambini nel breve periodo, aiutandoli a rimanere fuori pericolo. Può però anche costituire un fattore di rischio sul lungo periodo”.