I bambini prematuri sono più sensibili al dolore

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    I bambini prematuri sono dei pulcini che cercano disperatamente la loro strada, appena il guscio si è dischiuso. Sono piccoli, fragili e vulnerabili. Secondo una recente ricerca sono più sensibili al dolore. Come mai? Potrebbe essere la conseguenza di un trauma dovuto al parto, quindi avvenuto in modo doloroso (magari non c’è stata la dilatazione) e della permanenza in ospedale, lontano dalla mamma. Gli effetti, sempre secondo i medici, possono essere a breve termine, ma durare anche tutta la vita. Insomma, è probabile che un prematuro, una volta diventato adulto, possa essere più sensibile a qualsiasi tipo di dolore.

    Il dolore e i prematuri

    A sostenerlo questa tesi sono i ricercatori dell’University College Hospital di Londra che hanno condotto il loro studio su 15 bambini. Sono state monitorate alcune funzioni cerebrali, sono stati fatti esami del sangue e proprio da quest’ultimo, per via della puntura, si è notato che i bambini prematuri hanno reagito maggiormente ai nati nei termini giusti. I ricercatori non sanno perché i bambini prematuri siano più sensibili. Le ricerche continueranno per scoprire la causa. Intanto, hanno invitato i medici a ridurre il più possibile il male dei neonati prematuri per evitare che questi rimangano più sensibili al dolore per tutta la vita. Si ricorda, tra l’altro, che il modo migliore per aiutare i bambini in questa fase difficile è la marsupio-terapia, ovvero le coccole della mamma. Tenerli a contatto con la pelle, accarezzarli e rassicurarli come fossero ancora nel pancione è uno strumento fondamentale per aiutare il loro sviluppo.

    Prematuri nel mondo

    Nascere prima del termine non è un evento così raro. Ogni anno, nel mondo, sono 15 mila i bimbi prematuri, con un rapporto di oltre 1 nascita pretermine ogni 10. Sono invece oltre un milione i neonati che muoiono annualmente per complicazioni legate al parto pretermine. Non è l’unico dato negativo, perché spesso quelli che sopravvivono riportano disabilità gravi fisiche o neurologiche. Questi i dati riportati dal rapporto “Born too soon: the global action report on preterm birth” dell’Organizzazione mondiale della sanità. Secondo le stime dell’Oms, più del 60 percento delle nascite premature avviene in Africa e nell’Asia del Sud, il 12 percento negli Usa e il 7 percento in Italia. La percentuale di bambini nati prima delle 28 settimane che non supera i primi giorni di vita è del 90% nei Paesi a basso reddito e del 10% in quelli ad alto reddito. Una bella differenza che fa pensare quanto dal reddito dipenda la vita della gente. Nei Paesi più poveri, i problemi principali di morte sono legati a infezioni, malaria, hiv, ma anche assistenza preconcezionale, durante la gravidanza e il parto stesso.

    Dolcetto o scherzetto?