I bambini nati da gravidanze indesiderate possono avere deficit cognitivi

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    Deficit cognitivi bambini

    I bambini che vengono al mondo a seguito di gravidanze indesiderate mostrano dei deficit cognitivi intorno ai 3-5 anni. Il loro ritardo nell’acquisizione di abilità fondamentali quali quelle linguistiche, non verbali e spaziali era pari, in media, a 4-5 mesi (che non è poco a quell’età), rispetto ai bimbi nati da gravidanze programmate o, comunque, volute. Secondo uno studio britannico, però, anche le stimolazioni ormonali per la fertilità e le tecniche di procreazione assistita, a cui sempre più di frequente le aspiranti mamme fanno ricorso (specie dopo una certa età) incidono sullo sviluppo cognitivo del bambino, determinando un ritardo.

    I ricercatori inglesi hanno condotto una ricerca basandosi sui dati del Millenniun Cohort Study, che a sua volta vedeva coinvolti 12mila bambini inglesi nati tra il 2000 e il 2002 e i loro genitori. Alle coppie era stato chiesto di rispondere ad un questionario molto dettagliato a proposito dello sviluppo cognitivo, fisico e sociale del proprio figlio in tre momenti specifici: a 9 mesi, 3 anni e 5 anni di età.

    La madri, in aggiunta, dovevano specificare se la gravidanza era stata pianificata, cercata tramite tecniche di stimolazione della fertilità, o, al contrario, assolutamente inattesa e indesiderata, e corredare con indicazioni a proposito del loro stato d’animo nel momento del concepimento e della gestazione. E’ emerso quanto anticipato, a proposito dei deficit evidenziati poi dai bambini, ma con le dovute differenze.

    Se le problematiche dei piccoli nati a seguito di procreazione assistita erano legate a nascite premature e basso peso alla nascita, quelle evidenziate dai bimbi nati “non voluti” (per lo meno durante le prime fasi della gravidanza), erano più collegabili a disagi familiari di natura socio-economica. Diciamo che, a seguito dei risultati dei test a cui i bambini monitorati erano stati sottoposti per valutarne le abilità cognitive acquisite fino a quel momento, è apparso chiaro che nascere “non desiderato” si ripercuote sullo sviluppo del piccolo quanto nascere in condizioni economiche svantaggiate.

    Ed è proprio su questo punto che si può “lavorare”, naturalmente. “Queste differenze – spiegano i ricercatori del Regno Unito – sono quasi interamente spiegate da fattori socio-economici, fornendo un’ulteriore prova dell’influenza delle disuguaglianze socioeconomiche sulla vita dei bambini del Regno Unito.

    Per aiutare i bambini a raggiungere il loro pieno potenziale, i responsabili politici dovrebbero continuare a colpire le disuguaglianze sociali”. Il fenomeno delle gravidanze indesiderate per problemi di natura economica non esistono, logicamente, solo in Inghilterra, nel nostro Paese si stimano circa 100mila nascite “non programmate” ogni anno, secondo i dati della Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia).