I bambini hanno reazioni avverse ai farmaci fino all’8% dei casi

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    Le reazioni avverse ai farmaci nei bambini tocca l’8 per cento dei casi. Esiste una spiegazione e non è una cosa semplice. Purtroppo in Italia quasi il 20% dei medicinali è off-label. Che cosa significa questo termine? Vuol dire che è usato fuori dalle raccomandazioni. Attenzione non è una questione di negligenza, ma dipende dal fatto che la sperimentazione avviene sugli adulti, che necessitano di dosi differenti o hanno un sistema immunitario più strutturato. Non è l’unico motivo. Secondo Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Sacco di Milano, dipende anche dal fatto che le aziende farmaceutiche trovano il mercato pediatrico limitato e poco vantaggioso.

    Il medico ha raccontato: “Il bambino è un organismo in crescita e in costante evoluzione e quindi ci sono caratteristiche differenti tra età neonatale, prima e seconda infanzia e adolescenza. Alcuni studi riportano incidenze intorno all’1%, altri fino a circa 7-8%”.

    I farmaci Raf sono usati soprattutto in bambini ospedalizzati e nei primi anni di vita e i problemi sorgono nei neonati, soprattutto se necessità di terapie intensive. Questo non vuol dire che con i farmaci di largo consumo (antibiotici) non occorra fare attenzione. “In Italia, circa il 17% dei farmaci prescritti dai pediatri di libera scelta è off-label soprattutto per quanto riguarda indicazione terapeutica ed età”.

    Come si manifestano queste reazioni? Possono esserci dei rush cutanei, che in molti casi si risolvono da soli dopo poco. Ci sono i classici disturbi intestinali o nelle situazioni più gravi problemi sia a livello neurologico sia psicologico. I farmaci che facilitano queste reazioni sono gli analgesici (soprattutto paracetamolo) e gli antinfiammatori non steroidei.

    Dolcetto o scherzetto?