I bambini e i tablet, rischio dipendenza?

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    Tablet e bambini

    I bambini e i tablet, una coppia sempre più solida, ma c’è anche il rischio dipendenza? Prima erano i telefonini, che però piacevano soprattutto ai “grandi”, poi sono arrivati gli smartphone e i tablet, che a colpi di multifunzionalità, app & co. hanno conquistato tutti, ma proprio tutti, bambini, anche piccolissimi, compresi. Cominciano a navigare tra applicazioni, giochi, video e immagini a portata di tocco fin dai primi anni di vita, rapiti dalle figure in movimento, forse, dai suoni, probabilmente. Navigano, giocano, interagiscono, ma dipendono dalla tecnologia? Il rischio è alto, anzi, altissimo, secondo molti esperti.

    Tablet alleati del cervello

    Che smartphone, tablet e altri strumenti tecnologici siano alleati del cervello, toccasana per l’intelligenza, lo sviluppo cognitivo e intellettivo dei bambini più che una realtà è una convinzione, al limite dell’alibi, di molti genitori. Infatti, evitando inutili ipocrisie, è indubbio che molti mamme e papà mettano tra le mani dei bimbi i tablet, con cartoni animati, giochi o altro, per tenerli impegnati, scongiurandone capricci e lamenti.

    Comodi, utili in alcuni casi, ma non necessari, soprattutto per imparare e crescere. Infatti, la fonte di apprendimento più importante per i bambini è il mondo che li circonda, adulti, genitori e amici compresi, non è racchiusa nello schermo ultrapiatto di un tablet di ultima generazione. Utilizzare fin da piccolissimi tablet e smartphone non stimola lo sviluppo delle capacità cognitive, logiche e matematiche, come molti genitori si raccontano.

    Il rischio dipendenza e non solo

    Al contrario, l’utilizzo troppo frequente di questi dispositivi e il continuo ricorso alla tecnologia rischia di essere dannoso e stressante. Sia perché i bimbi possono cadere nella trappola, che ha già fatto molte vittime tra gli adulti, dell’ansia da connessione, della necessità di navigare nel mondo virtuale che supera la curiosità di esplorare il mondo reale, come sarebbe più sano e salutare per un bimbo.

    Ma anche perché può essere una pessima abitudine per le abilità cognitive e intellettive. A svelarlo un recente studio, condotto da un team di ricercatori americani del Cohen Children’s Medical Center di New York. Gli esperti d’oltreoceano hanno analizzato un gruppo di bambini, l’utilizzo che facevano di tablet e dispositivi simili, i loro comportamenti e il loro sviluppo cognitivo allo scopo di cogliere l’influenza della tecnologia sul loro processo di crescita intellettiva. I risultati? Non proprio rassicuranti: i piccoli fan della tecnologia, che trascorrono troppo tempo con gli occhi fissi sul tablet, giocando con app e giochi non educativi, hanno maggiori rischi di presentare un ritardo nello sviluppo del linguaggio.

    Cosa fare?

    Il divieto non serve a nulla, così come l’allarmismo e la demonizzazione. Un utilizzo limitato del tablet, fissato entro tempi e modi precisi, può essere utile per incrementare le capacità digitali dei bambini, quindi bastano alcune regole. Le associazioni di pediatri Usa e Uk, per esempio, raccomandano ai genitori di evitare l’utilizzo del tablet prima dei due anni di età e, negli anni successivi, di ridurne l’uso a massimo un’ora al giorno.