I bambini di Bari scendono in campo cantando il rap antimafia

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    Oggi vi parliamo di un progetto davvero molto importante che coinvolge i bambini di alcune scuole medie di Bari. I ragazzi sono stati i protagonisti (e i cantanti!) del rap antimafia, la canzone per dire basta ai soprusi e che è un inno alla legalità. Il rap antimafia fa parte di un più ampio programma promosso da Radio Kreattiva, la web radio antimafia nata nel 2005, che può essere ascoltata in streaming ogni giorno alle 16.30 sul suo sito e che lavora nelle scuole da novembre. Un progetto sostenuto anche dal Comune di Bari che sposa il nobile obiettivo di dire no alla mafia in un modo così originale.

    “Questo progetto è un motivo d’orgoglio per tutta la città – spiega l’assessore alle Politiche educative e giovanili Fabio Losito,– rappresenta un percorso innovativo per combattere il fenomeno mafioso sul terreno del confronto culturale che può contribuire a un necessario cambiamento delle metodologie educative, grazie agli strumenti tecnologici a disposizione delle nuove generazioni”.

    “Dopo i risultati positivi delle passate edizioni e i premi nazionali dello scorso anno – hanno aggiunto Stefano Fumarulo e Angelo Pansini – bisogna raccogliere un’ulteriore sfida, quella della consacrazione nazionale della prima web-radio antimafia. Siamo certi che, grazie all’impegno e alla voglia di crescere degli studenti e degli operatori, raggiungeremo questo obiettivo”.

    Il progetto si avvale anche di un testimonial d’eccezione, il cantante Caparezza oltre a Walino, il rapper barese che ha partecipato molto spesso alle trasmissioni di Radio Kreattiva. L’obiettivo è quello di educare i bambini, fin dalla più tenera età alla legalità, il modo migliore per assicurare loro un futuro sereno e senza pericoli.

    Il ritornello della canzone è stato scritto da Walino, Giuan e Lady Cat Free e dice: «crescere senza problemi né paure, vogliamo correre e giocare per strade sicure. Vogliamo che questa città ci ascolti, perché noi siamo il futuro e non vogliamo più pagare i vostri conti».