Homeschooling: cos’è, pro e contro

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    L’homeschooling, o scuola in casa, è una forma di istruzione poco diffusa nel nostro paese, ma piuttosto popolare altrove. Basti pensare che negli Stati Uniti ben 2 milioni di ragazzi non frequentano gli istituti scolastici, a educarli sono i genitori o persone competenti selezionate dagli stessi familiari. La scelta è assolutamente personale ed è approvata dalla legge italiana, purché i ragazzi sostengano annualmente degli esami. Scopriamo cos’è nello specifico, i pro e i contro.

    Cos’è

    L’homeschooling è una forma di istruzione domestica nel senso che a impartirla sono i genitori o figure competenti scelte dai familiari stessi. Non è necessario rivolgersi a insegnanti o persone con requisiti particolari né seguire orari fissi o regole imposte dall’alto. Ogni famiglia è libera di scegliere i metodi educativi preferiti, attenendosi o meno ai classici programmi scolastici. Non vigono obblighi regionali né provinciali, si deve rendere conto esclusivamente alla Legislazione statale, che obbliga i ragazzi a sottoporsi annualmente ad alcuni esami di valutazione per attestarne i progressi e consentire l’avanzamento scolastico. L’homeschooling può essere seguito fino al completamento delle scuole superiori. Negli Usa, in Inghilterra e in Canada è un fenomeno diffuso, in Francia, Spagna e Italia è in costante crescita.

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    Pro

    I sostenitori della cosiddetta istruzione parentale non vedono di buon occhio l’istituzione scolastica tradizionale, mettendone in discussione i metodi educativi e lo stesso sistema organizzativo. Si critica in particolare la tendenza a considerare i bambini alla stregua di contenitori da riempire di nozioni e regole, piuttosto che come individui con caratteristiche, necessità e aspirazioni diverse. Gli insegnanti dovrebbero aiutarli a scoprire le proprie potenzialità e contribuire a farle sbocciare anziché tentare di omologarli, giudicandoli secondo parametri eccessivamente rigidi. Un’educazione a misura di individuo, condivisa anche dalla cosiddetta scuola steineriana, riuscirebbe a colmare queste lacune, comportando una maggiore considerazione del singolo, un rapporto insegnante-studente più paritario, regole meno standardizzate, criteri valutativi più flessibili.

    Contro

    I detrattori dell’homeschooling ritengono che questa forma educativa limiti la socializzazione, isolando il bambino dalla realtà. Nonostante i buoni propositi dell’istruzione parentale e l’indubbia validità del pensiero che la guida, sorgono spontanei alcuni dubbi. Per quanto le scuole odierne siano limitate e limitanti, è giusto schivare il problema evitandole? O forse sarebbe più educativo e produttivo far sentire la propria voce all’interno di quelle stesse, discutibili, istituzioni? Il mondo di oggi sarà anche deviato da valori fuorvianti e potenzialmente pericolosi ma perché non offrire sostegno e incoraggiamento ai nostri piccoli, senza ricorrere a forme di isolamento scolastico? Proteggerli a tutti i costi comporta il rischio di renderli disadattati o peggio ancora, talmente “superiori” da non essere capaci di rapportarsi con i comuni mortali.