Gravidanza: non ci sono controindicazioni nell’assunzione di acido folico

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    Un integratore di acido folico per le donne in gravidanza. È una scelta abbastanza diffusa, ma un gruppo di medici si è chiesto se questa prassi non rischia di far male al feto, anche il luce di studi precedenti. I ricercatori tedeschi sostengo che l’acido folico che si assume prima o durante la gravidanza non si accumulerebbe nel feto, come ipotizzato da alcune ricerche. La mancanza di questa sostanza è associata con la spina bifida: ecco perché è richiesta un’integrazione. È vero però che l’eccesso di folati potrebbe causare una carenza di vitamina B12 che indurrebbe, comunque, disturbi neurologici al feto.

    Insomma dure rischi molto gravi. La verità da che parte sta? Per capire se i folati si accumulavano eccessivamente nell’organismo fetale, sono stati misurati i livelli di folati totali su un totale di 87 donne. I dati hanno dimostrato che le concentrazioni di acido folico non erano significativamente più alte nel sangue del cordone delle signore che assumevano l’integratore.

    La seconda indagine ha permesso di notare che, mentre l’acido folico normale difficilmente si accumula nel feto, alcuni folati sintetici potrebbero farlo. Ecco quindi la risposta: non è necessario preoccuparsi per l’accumulo.

    I ricercatori Beaudet e Goin-Kochel hanno dichiarato: “La probabilità che una maggiore assunzione di acido folico abbia effetti nocivi è bassa, ma forse non è pari a zero. Il fattore più importante è che l’aumentata assunzione di acido folico riduce decisamente l’incidenza di DTN e quindi ha un grande, ben documentato beneficio”.