Gli ospedali all’altezza dei bambini sono certificati Abio e Sip

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    Sono stati definiti ospedali ad «altezza di bambino» e sono davvero delle strutture importante che non solo hanno dimostrato di offrire un servizio di qualità, ma di avere un’attenzione particolare per i piccoli pazienti e per le loro famiglie. È finalmente diventata realtà la certificazione della Fondazione Abio, attiva da anni nell’assistenza dei minori negli ospedali, realizzata in collaborazione con la Sip – Società italiana Pediatria, Progea e Joint Commission. Questa settimana, a Milano, è stata presentata la carta dei piccoli ricoverati che racchiude tutto quello di cui hanno bisogno i bambini durante la degenza.

    Secondo quanto definito da Abio, sono 10 i punti fondamentali affinché il ricovero sia a misura di bambino. E riassumiamo insieme i concetti fondamentali, al fine di fornire ai genitori delle indicazioni di rilievo nella scelta della struttura migliore per i propri bimbi (in caso di bisogno). Il piccolo deve avere sempre le migliori cure e deve avere accanto una persona cara, che sia il genitore o un amico/parente. Inoltre, gli adulti che si occupano dell’assistenza devono ricevere informazioni e facilitazioni in modo da prendersi cura del figlio durante la degenza.

    È molto importante che i bambini siano ricoverati in reparti pediatrici e aggregati per fasce d’età 
e siano assistiti da personale medico e specializzato 24 ore al giorno. Il ricovero è una fase difficile per ogni piccolo, è quindi fondamentale che abbia la possibilità di giocare e svagarsi tutti i giorni. I minori non sono dei pazienti qualsiasi e proprio per questo motivo devono essere assistiti con molta più dolcezza. I genitori devono sempre essere informati sulla salute e sulla diagnosi e devono essere messi nella condizione di decidere sul da farsi. Infine, anche i piccoli devono beneficiare di tutte le pratiche finalizzate a minimizzare il dolore e lo stress psicofisico.

    Mario Lima, direttore del dipartimento Materno-Infantile del Sant’Orsola di Bologna (altro ospedale certificato), ha commentato: “L’ospedale non deve essere un luogo di sofferenza, e non lo è per un bambino, se lo si rende vivibile. A Bologna addirittura è stata portata la scuola in ospedale: anche i genitori vanno coinvolti e proprio la scuola è il raccordo”. Ricordiamo che esiste un’altra rete importante e raggruppa gli ospedali amici delle donne. In questo caso sono stati certificati i servizi di assistenza alla maternità e a tutte le patologie tipicamente femminili (dall’aborto alla fecondazione).