Gli orecchioni: sintomi, cause e cure

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    Gli orecchioni sintomi e cure

    Comunemente definita orecchioni, la parotite è una malattia di tipo infettivo che colpisce le ghiandole salivari e con particolare frequenza interessa i più piccoli, i bambini. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta, quali sono le cause, i sintomi e le possibili cure.

    Di cosa si tratta

    Il termine medico corretto è parotite, ma quello comunemente più utilizzato è orecchioni. Non è altro che un’infezione virale contagiosa che colpisce le ghiandole salivari parotidee, cioè quelle ghiandole responsabili della produzione della saliva. Il termine orecchioni si deve, soprattutto ma non solo, alla posizione di queste ghiandole, che si trovano nella parte posteriore della guancia, tra il padiglione auricolare e la mandibola, sotto e dietro il lobo dell’orecchio.

    I sintomi

    Ecco l’altro motivo per cui questa malattia infettiva è diventata nota con il termine orecchioni. Uno dei suoi sintomi principali: il rigonfiamento e l’infiammazione delle ghiandole salivari parotidee, che fanno sembrare le guance e le orecchie più grandi. Tra gli altri sintomi, che compaiono dopo il periodo di incubazione del virus di 20-30 giorni, si annoverano la febbre, che può toccare anche livelli molto elevati, il mal di testa, la perdita del normale appetito e la sensazione di malessere generale. In aggiunta, come se la sintomatologia non fosse già abbastanza, possono comparire anche dolore localizzato in corrispondenza delle ghiandole colpite, difficoltà nella deglutizione e nella masticazione.

    Le cause

    Tutta colpa di un virus. E, in particolare, di un virus della famiglia dei Paramyxovirus, il Myxovirus Parotiditis, che è veicolato dalle gocce di saliva emesse, volontariamente o involontariamente dalle persone colpite dall’infezione.

    Le cure possibili

    Trattandosi di virus, non esiste una terapia vera e propria, una cura farmacologica efficace per debellare l’infezione e l’agente patogeno che l’ha scatenata. Gli unici alleati farmacologici sono quelli sintomatici, cioè tesi ad alleviare i dolori e i fastidi tipici della malattia. Consigliati solitamente, per esempio, gli antifebbrili, indicati anche nei bambini, come il paracetamolo, da abbinare a una buona dose di riposo, caratterizzato da pochi sforzi e pochi sbalzi di temperatura.

    Se le cure non sono davvero risolutive, se non per contenere i sintomi, esiste un’arma vincente per giocare d’anticipo. Si può prevenire la comparsa della malattia con il vaccino, che è consigliato ai bambini. La prima dose viene inoculata fra i 12 e i 15 mesi di vita e quella di richiamo verso i 6 anni.