Genitori stressati sul lavoro influenzano negativamente i figli a scuola

da , il

    Lavoro e stress

    I genitori spesso sono stressati da lavoro e la tensione che spesso accumulano fuori casa, inevitabilmente, si ripercuote sui figli. A sostenere questa tesi è una ricerca dell’Accademia della Finlandia, pubblicata sulla rivista European Journal of Developmental Psychology. La situazione si accentua e diventa ancor più grave, quando i genitori hanno avuto delle brutte delusioni (licenziamenti, promozioni mai arrivate, scavalcamenti, ecc). Vi è capitato? Sembra che in queste condizioni si trasmetta ai figli sentimenti negativi che influenzano il rendimento scolastico. Questo è un tema sociale molto attuale in questo momento storico: c’è poco lavoro, stanno aumentando i tassi di disoccupazione e molte persone sono preoccupate per il loro futuro.

    Genitori delusi in ufficio? I figli andranno male a scuola

    I ricercatori sostengono che i figli dei genitori delusi hanno maggiori probabilità di perdere interesse nei confronti della scuola. Diventano cinici e non riescono a stare al passo dei loro compagni. Secondo gli esperti finlandesi, la recessione avrebbe aggravato ancora di più il problema. Insomma, i padri, le madri e i figli sono risultati essere sulla stessa barca. Spesso si cade nell’errore di crede che i piccoli non si rendano conto di ciò che avviene realmente in casa: purtroppo non è così. Ad aver più peso in questa dinamica, hanno sottolineato gli studiosi, è il genitore dello stesso sesso del figlio, quindi i padri per il bambino e la madre per la bambina. Probabilmente perché c’è una proiezione di quello che si diventerà nel futuro.

    La madre ideale lavora, ma è presente

    Molte ricerche hanno sostenuto che le madri lavoratrici non siano d’aiuto per la crescita del bambino: i piccoli sono poco seguiti, mangiano male e tendono a essere più grassi se la mamma è fuori casa tutto il giorno. Un nuovo studio, condotto dall’Associazione “Donne e Qualità della Vita” di Serenella Salomoni, ha dimostrato che la madre preferita dai ragazzi è proprio quella lavoratrice. Le “capo famiglia del terzo millennio”, indipendenti, autonome ma non per questo assenti sono “celebrate” proprio dai loro bambini. Per quale motivo? Sono più flessibili, hanno più elasticità, sono più tolleranti e capaci di adattarsi anche nelle situazioni peggiori. Il 15% dei ragazzi, inoltre, apprezza la bravura nella gestione dalla casa, invece il 12% la considera più moderna. Insomma per una volta la mamma, alla vigilia della sua festa, è vista senza i soliti stereotipi, ma solo come una donna. È un bel risultato e se ci sono riusciti i figli, può riuscirci anche la società.

    Dolcetto o scherzetto?