Genitori inglesi rivelano il sesso del figlio a 5 anni dalla nascita

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    Sasha maschietto 5 anni

    Che due genitori non vogliano conoscere il sesso del loro figlio prima che nasca, è una cosa frequente, molto meno che decidano, una volta che il loro bimbo sia venuto alla luce, di celarne il genere al resto del mondo, e al piccolo stesso, per ben 5 anni. Siete rimasti basiti? Ebbene, la storia dei coniugi inglesi Beck Laxton (la mamma, 46 anni), e Kieran Cooper (il papà, 44 anni) e del loro Sasha è tanto curiosa da meritare di essere raccontata. La coppia ha deciso di svelare a tutti i sesso maschile del loro bimbo solo ora, perché il piccolo Sasha comincia le scuole elementari e quindi continuare a mantenere il segreto sarebbe stato impossibile.

    Ma per quale motivo questi genitori hanno lasciato che una sorta di alone misterioso circondasse il loro unico figlio? Sostanzialmente, spiega mamma Beck: “Volevo evitare tutti quegli stereotipi. Gli stereotipi sono stupidi, perché rinchiudere le persone in una scatola? Il genere influenza quello che i bambini indossano e quello con cui giocano, influenzando il tipo di persona che diventeranno”.

    Proprio per evitare al loro Sasha qualunque tipo di condizionamento, i suoi genitori l’hanno fatto giocare fin da subito con giocattoli privi di sessualità manifesta, l’hanno fatto abbigliare indifferentemente da bambino e da bambina, l’hanno definito sempre, senza mai sgarrare, “l’infante” (quindi senza nessuna declinazione di genere), lo hanno fatto crescere senza televisione.

    La signora Beck è stata contestatissima per questa sua decisione, che comunque, come lei stessa sottolinea, non voleva essere in nessun modo punitiva per il piccolo, che doveva, al contrario, sentirsi libero di sviluppare la sua personalità, anche relativamente alla manifestazioni “di genere”, come sentiva dentro di sé, e non per imitazione o, peggio, imposizione esterna di un ruolo.

    “La gente mi descrive come quella lunatica che non sa se il figlio è maschio o femmina, per loro sono solo pazza”, ha raccontato Beck, e certo, commenti di questo tipo non stupiscono, considerando la “stranezza” della sua scelta. A mio avviso, è proprio questo il punto: “la scelta”, perché con questa loro decisione di non rivelare il sesso del bimbo neppure agli amici e ai parenti (tranne quelli più stretti), in qualche modo i genitori hanno “condizionato” Sasha né più e né meno che se avessero agito come tutti gli altri.

    E’ giusto e sacrosanto che non si “forzino” i bambini comprimendoli in ruoli di genere troppo netti, ma non mi pare che abbia molto senso farli crescere in modo asessuato. Forse una via di mezzo sarebbe stata la soluzione migliore, perché conoscere e riconoscersi come maschi o femmine è molto importante fin da subito, e non perché sia un condizionamento, ma perché ci ha fatti così la natura!

    Evitare troppe confusioni, che poi possono provocare danni a loro volta anche notevoli, è invece un aiuto al bimbo, anche se deve essere lasciato libero di esprimere il proprio lato maschile come quello femminile secondo istinto, indipendentemente da quale sia il genere biologico. Comunque sia, ora Sasha comincia il suo percorso scolastico, e noi gli auguriamo di crescere a imparare serenamente e proficuamente, proprio come ogni bambino dovrebbe poter fare.