Foto di minorenni sui social: la metà finisce sui siti pedopornografici

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    Foto di minorenni sui social: la metà finisce sui siti pedopornografici. A dirlo è un’indagine condotta dall’Australia’s Children’s eSafety, secondo la quale i siti pedopornografici attingerebbero metà del loro materiale dai social network. Tra gli scatti più “apprezzati”, quelli dei bambini in spiaggia o intenti a fare sport. Sappiamo bene che postare le foto dei figli sul web è ormai una pratica diffusa, ma varrebbe la pena riflettere sulle possibili conseguenze di una tale leggerezza, specialmente se vengono condivise abitualmente con un vasto pubblico, senza filtro alcuno. E’ nostro dovere tenerne conto, i dati sono allarmanti.

    L’indagine in questione ha rilevato che i pedofili coinvolti in questi “furti” virtuali ammettono di rubare dai social e una volta che le foto finiscono nei loro siti, è un susseguirsi di commenti ammiccanti, espliciti, inquietanti sui bambini, come confermato da Alastair MacGibbon dell’Australia’s Children’s eSafety: “Le immagini, una volta pubblicate su questi siti, sono quasi sempre accompagnate da commenti di utenti, altamente espliciti e molto inquietanti. Spesso, questi utenti si scambiano indirizzi e-mail con richieste di connessione al di fuori del sito, per scambiarsi e vendersi vicendevolmente le fotografie, che ammettono di avere rubato dai social”.

    In generale, i dati riguardanti la pedopornografia a livello internazionale fanno venire la pelle d’oca: basti pensare che il National Centre for Missing and Exploited Children ha individuato, a partire dal 2002, oltre 125 milioni di foto pedopornografiche, che includevano non solo bambini ma persino neonati. Le vittime, nell’84% dei casi, subivano violenza fisica con penetrazione.

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    Per quanto concerne l’Italia, l’ISTAT ha rilevato nel 2013 523 denunce per atti sessuali con minorenni, 155 per corruzione di minorenne, 489 per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Gli adescamenti virtuali, tramite social network, chat e altri strumenti online, sono all’ordine del giorno fra i bambini inglesi: il 31% di quelli fra i 9 e i 19 anni ha ricevuto commenti a sfondo dichiaratamente sessuale da parte di maggiorenni.

    Ma ancora più sconcertante è il fatto che non solo i pedofili abusano dei minorenni, ovvero gli individui affetti da questa patologia clinicamente riconosciuta, ma anche persone “normali”, molte delle quali appartenenti alla famiglia o ben conosciute dal bambino. Le donne rappresentano, secondo i dati del 114, il 71,9% delle vittime di abusi sessuali, il 34,8% delle quali avrebbe meno di 11 anni. Ma per quanto concerne la pedopornografia i due sessi risultano ugualmente coinvolti.

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