Filastrocche per bambini dedicate al nuovo anno di Gianni Rodari

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    Le filastrocche sono un buon metodo per insegnare ai bambini tante cose nuove. Quelle di Gianni Rodari, inoltre, sono un esercizio di stile. In questo nostro articolo trovate 3 testi molto divertenti dedicati all’anno nuovo: il primo è per interrogarsi sul futuro e magari prendersi anche qualche impegno (per esempio studiare di più o essere più buoni con la mamma), il secondo, invece, è per capire come funziona il calendario (spiega il concetto di mese, settimana, giorno, ora e anno), l’ultimo è per imparare i mesi.

    “L’Anno nuovo” di Gianni Rodari

    Indovinami, indovino

    tu che leggi nel destino:

    l’anno nuovo come sarà?

    Bello, brutto, o metà e metà?

    “Trovo stampato nei miei libroni

    che avrà di certo quattro stagioni,

    dodici mesi, ciascuno al suo posto,

    un carnevale e un ferragosto,

    e il giorno dopo del lunedì

    avrà sempre un martedì.

    Di più per ora scritto non trovo

    nel destino dell’anno nuovo:

    per il resto anche quest’anno

    sarà come gli uomini lo faranno”.

    “Oroscopo” di Gianni Rodari

    O anno nuovo, che vieni a cambiare

    il calendario sulla parete,

    ci porti sorprese dolci o amare?

    Vecchie pene o novità liete?

    Dodici mesi vi ho portati,

    nuovi di fabbrica, ancora imballati;

    trecento e passa giorni ho qui,

    per ogni domenica il suo lunedì.

    Controllate, per favore:

    ogni giorno ha ventiquattr’ore.

    Saranno tutte ore serene

    se voi saprete usarle bene.

    Vi porto la neve: sarà un bel gioco

    se ognuno avrà la sua parte di fuoco.

    Saranno una festa le quattro stagioni

    se ognuno avrà la sua parte di doni.

    “I dodici mesi” di Gianni Rodari

    Gennaio, gennaio,

    il primo giorno è il più gaio,

    è fatto solo di speranza:

    chi ne ha tanta, vive abbastanza.

    Febbraio viene a potare la vite

    con le dita intirizzite:

    è senza guanti ed ha i geloni

    e un buco negli zoccoloni.

    Marzo pazzo e cuorcontento

    si sveglia un mattino pieno di vento:

    la prima rondine arriva stasera

    con l’espresso della primavera.

    Aprile tosatore

    porta la lana al vecchio pastore,

    spoglia la pecora e l’agnello

    per farti un berretto ed un mantello.

    Maggio viene ardito e bello

    con un garofano all’occhiello,

    con tante bandiere nel cielo d’oro

    per la festa del lavoro.

    Giugno, invece, è falciatore;

    il fieno manda un dolce odore,

    in alto in alto l’allodola vola,

    il bidello chiude la scuola.

    Luglio miete il grano biondo,

    la mano è stanca, il cuore è giocondo.

    Canta il cuculo tra le foglie:

    c’è chi lavora e mai non raccoglie.

    Agosto batte il grano nell’aia,

    gonfia i sacchi, empie le staia:

    c’è tanta farina al mondo… perché

    un po’ di pane per tutti non c’è?

    Settembre settembrino,

    matura l’uva e si fa il vino,

    matura l’uva moscatella:

    scolaro, prepara la cartella!

    Ottobre seminatore:

    in terra il seme sogna il fiore,

    sotterra il buio germoglio sa

    che il sole domani lo scalderà.

    Novembre legnaiolo

    va nei boschi solo solo,

    c’è l’ultima foglia a un albero in vetta

    e cade al primo colpo d’accetta.

    Vien dicembre lieve lieve,

    si fa la battaglia a palle di neve:

    il fantoccio crolla a terra

    e cosi cade chi vuole la guerra!

    Dolcetto o scherzetto?