Filastrocche bambini, quelle che iniziano con A

Inizia oggi la nostra rubrica dedicata alle filastrocche. Abbiamo già parlato in passato di questo divertente gioco letterario per bambini, ma vogliamo renderlo un appuntamento fisso. Imparare qualche scioglilingua a memoria non è solo un esercizio simpatico da fare in compagnia dei genitori o dei nonni, ma è anche un modo per stimolare il linguaggio. Già, giocare con le parole permette al bambino di imparare più facilmente a leggere o a utilizzarle correttamente nel corso degli anni. Troverete le filastrocche in ordine alfabetico. Oggi, prendono il via quelle con la A. Ne abbiamo una dedicata al Carnevale, una a un gattino, alla città toscana di Lucca e a Maria, un classico della tradizione.
A Carnevale
A Carnevale (ed è divertente)
tutto il paese si riempie di gente
stelle filanti, coriandoli in volo
nessun bambino si sente solo.
Passa sui trampoli un saltimbanco
passa una maschera col viso bianco.
Passa Arlecchino con Pulcinella
e Colombina insieme a Brighella.
Passano i carri e siam fortunati
che questa volta non sono armati.
Questa è la festa che più mi piace
molti sorrisi, tantissima pace.
E questo mondo sarebbe ideale
se fosse ogni giorno un bel Carnevale.
A che pensi, gattino?
“A che pensi, gattino?”
“A un topolino!”
“Ci vuoi forse giocare?”
“Me lo voglio mangiare!”
“Perchè? Cosa ti ha fatto?”
“Nulla. Ma sono il Gatto,
e il gatto, sai,
grande amico dei topi non fu mai!”
“Senti, gattino, vuoi venire con me?
Andremo a spasso!”
“A spasso? No.”
“Perchè?”
“Preferisco restare qui sdraiato
senza essere seccato!”
“Non sei gentile affatto!”
“Lo so. Ma sono il Gatto,
e il gatto, spesso,
è amico solamente di se stesso!”
A Lucca
A Lucca a Lucca
a comprare una parrucca
a Pisa a Pisa
a comprare una camisa
a Roma a Roma
a comprare una corona.
A Maria
Madonna benedetta,
madre nostra amorosa,
Maria, mistica rosa,
che splendi in terra e in cielo,
fa’ che nel mio cammino
t’abbia sempre vicino.









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