Filastrocca di Natale per bambini, “La Santa Notte” di Guido Gozzano

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    costruire presepe artigianale

    Ci sono tante filastrocche dedicate al Natale per i bambini. Ho scelto La Santa Notte di Guido Gozzano, intanto perché è un autore importante per la Letteratura italiana e poi perché può essere un modo per raccontare anche la storia del Bambin Gesù. È una filastrocca complicata e non si può certamente imparare a memoria, almeno non da piccolini, ma è uno spunto divertente per lasciare un po’ da parte la figura di Babbo Natale, tipico elemento della tradizione pagana, e dedicarsi a Maria, Giuseppe e al loro bambino.

    - Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!

    Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.

    Presso quell’osteria potremo riposare,

    ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

    Il campanile scocca

    lentamente le sei.

    - Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?

    Un po’ di posto per me e per Giuseppe?

    - Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;

    son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

    Il campanile scocca

    lentamente le sette.

    - Oste del Moro, avete un rifugio per noi?

    Mia moglie più non regge ed io son così rotto!

    - Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:

    Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

    Il campanile scocca

    lentamente le otto.

    - O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno

    avete per dormire? Non ci mandate altrove!

    - S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno

    d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

    Il campanile scocca

    lentamente le nove.

    - Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!

    Pensate in quale stato e quanta strada feci!

    - Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.

    Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

    Il campanile scocca

    lentamente le dieci.

    - Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?

    Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?

    L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame

    non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

    Il campanile scocca

    le undici lentamente.

    La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?

    - Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!

    Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…

    Maria già trascolora, divinamente affranta…

    Il campanile scocca

    La Mezzanotte Santa.

    Alleluia, alleluia,

    è nato il sovrano bambino!

    La notte che già fu sì buia

    risplende di un astro divino!

    Non sete, non molli tappeti,

    ma un poco di paglia ha per letto,

    ben come nei libri hanno detto

    da quattro mill’anni i profeti.

    Per quattro mill’anni si attese

    quest’ora su tutte le ore,

    è nato il Signore, è nato nel nostro paese!

    La notte che già fu si buia

    risplende di un astro divino

    è nato il sovrano Bambino

    Alleluia, alleluia!