Figli unici: come educarli perché non crescano viziati

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    Figli unici come educarli

    Vera rarità fino a qualche generazione fa, ora i figli unici sono diventati non dico la norma, ma comunque certamente molto più numerosi di un tempo. Sono tanti i motivi per cui questo accade: intanto si posticipa sempre di più l’età del primo figlio (la media delle donne italiane è di poco più di 31 anni), e non di rado la maternità arriva intorno ai 40 anni, se non anche dopo. Ma ci sono anche ragioni di carattere più prettamente contingente, legate alla difficile situazione economica in cui si trovano tanti genitori, e considerando gli scarsi aiuti statali e i costi sempre crescenti del mantenimento di un bambino, non stupisce che le mamme e i papà dicano basta dopo solo un tentativo andato a segno.

    Certo è bello potersi dedicare esclusivamente ad un pargolo, così come è bello, per il piccolo in questione, ricevere tutte le attenzioni dei genitori su di sé, ma esistono anche dei risvolti negativi, o potenzialmente tali. Innanzi tutto, un figlio unico rischia grosso, non dovendo dividere mai nulla con nessuno o “combattere” per guadagnarsi la sua fetta di attenzione materna e paterna può crescere viziato. Come si può fare per evitare questo pericolo?

    Figli unici: gli errori più comuni

    Gli errori più comuni in cui incappano i genitori di un unico figlio sono diversi. Innanzi tutto si tende ad assumere un atteggiamento eccessivamente ansioso e iperprotettivo, perché tutte le energie affettive sono concentrate su di lui. Si tenta di compiacere il piccolo in ogni suo capriccio, di dargliele tutte vinte, di coccolarlo troppo. Un altro errore comune è quello di “farsi bambini” insieme a lui o a lei, interagendo in modo infantile come se si fosse il fratellino o la sorellina mancanti, oppure, al contrario, considerandolo troppo maturo rispetto alla sua età, esiste il rischio di inserirlo in un mondo di soli adulti. Infine, e questo è davvero un gran bel problema: si rischia di concentrare sul piccolo troppe aspettative, caricandolo della responsabilità di “rendere orgogliosi” i suoi genitori, che “fanno tanto per lui”. Comprensibilmente, un atteggiamenti così esigente può creare dei danni all’autostima del bambino, e impedirgli di trovare autonomamente la propria strada. Come riuscire a “dribblare” questi ostacoli educativi?

    Figli unici: qualche consiglio educativo

    Per quanto riguarda il tentativo di compensare la solitudine dei figli unici riempiendoli di attenzioni, di regali e soddisfacendo tutti i loro capricci, è importante capire che l’ansia dei genitori non deve essere tale da permettere una simile deriva. Saper educare significa porre paletti e dire i no giusti al momento giusto. Porre fin da subito regole chiare e farle rispettare è certamente un ottimo sistema. Altra cosa importante da ricordare è l’importanza della socializzazione. Proprio perché figli unici, questi bambini hanno “sete” di relazionarsi con altri coetanei.

    Perciò sarebbe bene, fin da subito, iscriverli all’asilo, e poi a qualche attività sportiva che possa piacere loro, dove abbiano l’opportunità di incontrare altri bambini. Inoltre, le coppie con figli unici dovrebbero cercare l’amicizia con altre famiglie con bambini da frequentare (va bene anche il parentado!), in modo che il bambino si possa confrontare con coetanei o comunque con altri bimbi e il suo ego non diventi ipertrofico.

    Per quanto riguarda i suoi più o meno spiccati talenti o la sua intelligenza, anche se davvero notevoli, non devono essere “vantati” in continuazione, e non si deve forzare la sua indole verso strade già tracciate dagli adulti. La cosa migliore è dare al bambino la libertà di sperimentare da solo quello che ama fare di più, e aiutarlo ad esprimersi in quel senso. Che stiamo parlando di sport, di musica, di letture o arte. Con un po’ sane regole e di un atteggiamento equilibrato da parte dei genitori, anche i figli unici cresceranno bene, diventando adulti consapevoli, sicuri di sé e rispettosi.

    Dolcetto o scherzetto?