Figli legittimi e figli naturali ora sono tutti uguali

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    Figli legittimi e figli naturali – Entra in vigore oggi, 7 febbraio 2014 la normativa in materia di filiazione approvata dal Consiglio dei Ministri, che elimina dal Codice Civile ogni residua discriminazione tra figli legittimi e naturali. Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha spiegato che verrà così garantita la completa eguaglianza giuridica degli stessi, togliendo qualunque aggettivazione alla parola figli, che d’ora in avanti saranno tutti “figli e basta”. Il professor Cesare Massimo Bianca, che ha presieduto la Commissione istituita presso la Presidenza del Cdm, aggiunge: “La riforma è una di quelle che si commenta da sé, non servono molte parole: ora tutti i figli sono uguali e sul piano del diritto quel che spetta all’uno spetta anche all’altro”.

    Le novità introdotte rispetto alla normativa precedente

    Rispetto alla normativa precedente spariscono definitivamente dal Codice Civile i riferimenti a figli “legittimi” e “naturali”, sostituiti dalla singola dicitura “figlio”, estesa anche ai minori adottati. D’altra parte la nozione di “potestà genitoriale” lascia il posto a quella di “responsabilità genitoriale”, più attenta all’interesse del minore, scendono inoltre a 5 anni dalla nascita i termini per disconoscere la paternità mentre si allunga di 10 anni il termine di prescrizione per l’accettazione dell’eredità per i figli nati fuori dal matrimonio. Soppresso infine il “diritto di commutazione” in capo ai figli legittimi fino ad oggi previsto per l’eredità dei figli naturali.

    Figli naturali e legittimi hanno gli stessi diritti: finalmente il sì della Camera

    28/11/2012

    I figli naturali e i figli legittimi, da ora in avanti, sono assolutamente equiparabili e possono godere degli stessi identici diritti dal punto di vista giuridico. Con 366 voti a favore è passato alla Camera dei deputati, convertendosi perciò in legge dello Stato italiano, il ddl che era stato presentato dai ministri del governo Berlusconi, Carfagna e Giovanardi. Finalmente i figli nati da genitori non sposati, che vengono perciò definiti ”naturali”, in contrapposizione a quelli “legittimi” in quanto nati all’interno del vincolo del matrimonio, non dovranno mai più essere definiti in questo modo anacronistico e francamente intollerabile. Bambini uguali agli occhi della legge col plauso e la viva soddisfazione di tutti i parlamentari, di destra, centro e sinistra. Ne hanno ben donde perché oggi, finalmente, a vincere è innanzi tutto il buon senso.

    I figli sono solo figli, per legge

    “Finalmente, dopo anni di discussione – ha commentato la senatrice PD Vittoria Franco – è stata approvata una legge che costituisce un importante punto di innovazione: non esistono più i figli con aggettivi, cioè legittimi o naturali, ma i figli sono tutti uguali. È una nuova civiltà giuridica. Questo è uno di quei passi in avanti che fanno entrare il nostro Paese in un’altra epoca storica”. In ogni articolo della normativa, infatti, non si parla più di naturali o legittimi, ma solo di “figli”. Ma di fatto, cosa cambia in Italia? Ecco cosa recita il testo della nuova legge.

    Figli: cosa cambia con la nuova legge?

    “La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione sia all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo”, afferma la nuova norma. Diversamente da quanto avveniva fino ad oggi, ogni bambino nato o adottato in Italia da genitori italiani, sposati o meno tra di loro, in virtù del fatto che è venuto al mondo in quel nucleo familiare, ne acquisisce automaticamente tutti i legami, di sangue e non.

    Nello specifico il bimbo nato fuori dal matrimonio: “Può essere riconosciuto dalla madre e dal padre anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento”, un riconoscimento che può essere sia congiunto che separato. Inoltre, cosa davvero molto importante, proprio perché la parentela si acquisisce in automatico, il bambino nato fuori dal matrimonio può essere ugualmente riconosciuto dai nonni e dagli zii, i quali possono in questo modo fare le veci dei genitori in caso di impossibilità da parte di questi ultimi o in caso di morte.

    Oltre al diritto ad essere mantenuto, curato, nutrito, istruito e a vivere all’interno della famiglia, ogni bambino che abbia compiuto 12 anni (ma non è un vincolo, nel senso che si fanno eccezioni anche per bimbi più giovani, purché maturi e consapevoli) può e deve essere ascoltato in tutte le questioni di natura giuridica e non che lo riguardino. Ovviamente il pensiero corre ai casi di separazione, con la nuova legge in caso di controversie tra coniugi a dirimere la questione sarà il Tribunale ordinario e non quello dei minori. Insomma, una legge che tutti aspettavamo, che mette fine ad una discriminazione assurda e odiosa ponendo finalmente sullo stesso piano tutti i bambini, in quanto figli, in quanto nipoti.