Figli, le ricercatrici rinunciano alla carriera per avere bambini

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    mamma ricercatrici e figli

    I figli prima di tutto. Dovrebbe essere così, ma spesso per necessità di costruirsi un luminoso percorso professionale o per la mancanza di soldi, le coppie di oggi rinunciano ad avere bambini. Le mamme che sono maggiormente inclini a rinunciare al loro lavoro, sono le donne con lauree scientifiche, infatti, finiscono per abbandonare la ricerca. Il motivo? Solo esclusivamente l’istinto materno, non certo per performance poco soddisfacenti o difficoltà a trovare lavoro. Questo, almeno, quello che succede in America.

    A sostenerlo è lo studio della Cornell University (Usa). Wendy Williams e Stephen Ceci, autori dello studio, hanno commentato: “La maternità e le politiche, che la rendono incompatibile con una carriera dedicata alla ricerca, pretendono un tributo dalle donne che è pregiudizievole per la loro vita professionale. Anche solo il progetto di avere in futuro dei figli porta le donne ad abbandonare la ricerca con un tasso doppio rispetto agli uomini”.

    Questo, quindi, secondo gli esperti è il risultato di una politica del lavoro poco bilanciata. Anche in Italia la situazione non è semplice e sono molte le professioni che hanno impatti troppo gravosi sulla vita familiare, inoltre, i contratti a progetto o a tempo determinato non proteggono il desiderio di maternità.

    Williams e Ceci, per giungere a questa tesi, hanno analizzato i dati relativi alle carriere accademiche di donne e uomini, con e senza figli, in campo scientifico. Secondo i dati elaborati, prima della nascita dei figli, entrambi i membri della coppia potevano vantare carriere prestigiose, in alcune casi le donne battevano anche gli uomini.