Fiabe: perché quelle classiche piacciono sempre ai bambini

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    Fiabe classiche bambini

    Vi siete mai domandati perché le fiabe classiche non perdano mai smalto e, anzi, continuino a piacere allo stesso modo ai bambini del Terzo millennio? Eppure, nella maggior parte dei casi, presentano un mondo che non ha più alcuna attinenza con la realtà, modelli maschili e femminili obsoleti, situazioni e pericoli lontanissimi da quelli che i bimbi possono sperimentare nella loro vita. Nonostante ciò, nulla da fare, anche se la Walt Disney prova a “svecchiare” fiabe datate come Rapunzel, in realtà, non ce ne sarebbe alcun bisogno. Quelle della tradizione, così come sono, piacciono sempre. In verità, ogni fiaba classica, si costruisce su un omologo popolare.

    Non a caso i Fratelli Grimm, autori della più nota raccolta di fiabe che si conosca, hanno attinto proprio dal patrimonio folkloristico germanico. Ogni fiaba, se ci fate caso, comincia proponendo una situazione di crisi, che dovrà essere superata dall’eroe (o dall’eroina), attraverso gli strumenti che nella storia gli vengono forniti, e che egli dovrà essere all’altezza di utilizzare. Già questa premessa è uno stimolo per il bambino, e gli propone un modello semplificato di dramma in cui può identificarsi sapendo già dall’inizio che potrà uscirne vittorioso.

    Le sfide, prevedono situazioni di pericolo, ma intervengono elementi extra (spesso “magici”, ma anche aiuti “gratuiti” da parte di persone sagge) che sono funzionali alla sconfitta dei “cattivi”. Il bambino ascolta, quindi, un modello, in forma di archetipo, di lotta tra il bene e il male, in cui capisce subito che la virtù sarà premiata e la malvagità subirà la giusta punizione. Questo tipo di fiaba, intuitivamente, fornisce ai bambini una guida morale molto potente.

    Mostra, in modo privo di ambiguità, che il bello è tale perché buono (Cenerentola, Biancaneve o il Principe della Bella Addormentata, ma anche, alla fine, il Brutto Anatroccolo) sono prima di tutto esempi di generosità e di nobiltà d’animo, di rettitudine e di limpidezza. Ma sono anche coraggiosi e leali. I bambini che subiscono soprusi da parte di adulti o di mostri (Cappuccetto Rosso, Pollicino, Hansel e Gretel), possono far conto sulla loro intelligenza e imparano che ubbidire ai propri genitori (che li amano), è il modo migliore per scampare ai pericoli.

    Non dovete mai temere che i piccoli siano presi dal terrore nell’ascoltare questo genere di storie prima di dormire. Il lieto fine li tranquillizzerà, senza contare che una fiaba letta dalla propria mamma, o dal proprio papà, creerà un momento magico di intimità destinato a restare nel ricordo, per tutta la vita e stimolando in lui l’amore per i libri e per la lettura. Via libera alle fiabe classiche, dunque!

    Dolcetto o scherzetto?