Fiabe per bambini da tutto il mondo: si comincia con l’Africa!

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    Fiabe del mondo Africa

    Oggi parliamo di fiabe del mondo, visto che, essendo cominciata ufficialmente l’estate, molte famiglie si stanno preparando alle sospirate vacanze! Magari un bel viaggio, per chi ne ha l’opportunità, che costituisce anche il modo migliore per i bambini di conoscere realtà nuove e diverse dalla propria. A tal proposito, siccome per imparare a viaggiare bene, bisogna iniziare a farlo con la fantasia, niente di meglio di un bel racconto dalle atmosfere esotiche per stimolare l’immaginazione e la curiosità dei più piccini. Favole che descrivano mondi diversi e affascinanti, magari che diano voce agli animali e alla natura, da sempre protagonisti preferiti dai piccoli.

    Ad esempio, cominciamo con l’Africa, un territorio pieno di mistero e di magia, spesso (purtroppo) associato a notizie negative, di povertà e guerre. Ma il continente Nero offre anche un gran patrimonio popolare fatto di tradizioni e di folklore davvero ricchissimo, tra cui racconti e storie. Oggi vi propongo due fiabe molto graziose, edificanti ma in modo non pesante, con protagonisti due tra gli animali più amati dai bimbi, che di solito vengono conosciuti grazie ai bio parchi o ai documentari: l’elefante e la giraffa. Eccole di seguito, buona lettura!

    Il grande elefante

    Narra una leggenda africana che, all’origine del mondo, l’elefante aveva la statura degli altri animali, nonostante ciò era il più prepotente, voleva comandare su tutti ed essere servito e riverito come un re. Gli abitanti della savana, stanchi delle sue prepotenze, si riunirono di nascosto in assemblea e dissero: “Non vogliamo più sopportare le angherie dell’elefante, tutti noi viviamo nel terrore, ogni protesta e ogni ragionamento non sono serviti a niente. E’ ora che facciamo qualcosa per fargli capire le nostre ragioni”. Discussero a lungo fino a che, di comune accordo, decisero di dargli una sonora lezione.

    Invitarono il prepotente in un’ampia radura dove gli avevano apprestato un ricco banchetto per abbonirlo e per tenerlo occupato. L’elefante aveva accettato ben volentieri, tutto contento di essere così ossequiato; mentre era assorto a gustare il pranzo, gli animali lo circondarono e cominciarono a dargli tante botte con le zampe e con le corna sino a gonfiarlo tutto, da capo a piedi! Il malcapitato, alquanto malconcio, andò a tuffarsi nel vicino fiume per dare refrigerio alle tante ferite che aveva sul corpo.

    Gli ci vollero parecchi giorni per guarire e, quando i dolori furono passati e le piaghe rimarginate, l’elefante, specchiandosi nell’acqua del fiume, vide che il suo corpo era rimasto tutto gonfio, enorme, pesante! Soltanto le orecchie erano rimaste come prima e certamente non facevano bella figura in quel suo grande testone! Era diventato il più grande animale della savana, ma il suo potere era finito! Ora non avrebbe più potuto comandare nemmeno sugli animali più piccoli perché la sua grande mole avrebbe ricordato a tutti la lezione avuta nella radura. E fu così che l’elefante, da quel giorno, prese a camminare con le orecchie abbassate… per la vergogna.

    La giraffa vanitosa

    Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra. Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva. Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo: “Guardatemi, io sono la più bella”. Gli altri animali, stufi di udire le sue vanterie, la prendevano in giro, ma la giraffa vanitosa era troppo occupata a rimirarsi per dar loro retta. Un giorno la scimmia decise di darle una lezione. Si mise a blandirla con parole che accarezzavano le orecchie della giraffa: “Ma come sei bella! Ma come sei alta! La tua testa arriva dove nessuno altro animale può giungere… “. E così dicendo, la condusse verso la palma della foresta.

    Quando furono giunti là, la scimmia chiese alla giraffa di prendere i datteri che stavano in alto e che erano i più dolci. lì suo collo era lunghissimo, ma per quanto si sforzasse di allungarlo ancor di più, non riusciva a raggiungere il frutto. Allora la scimmia, con un balzo, saltò sul dorso della giraffa, poi sul collo e finalmente si issò sulla sua testa riuscendo ad afferrare il frutto desiderato. Una volta tornata a terra, la scimmia disse alla giraffa: “ Vedi, cara mia, sei la più alta, la più bella, però non puoi vivere senza gli altri, non puoi fare a meno degli altri animali”. La giraffa imparò la lezione e da quel giorno cominciò a collaborare con gli altri animali e a rispettarli.