Festa della Mamma, qualche spunto di riflessione

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    Festa della Mamma riflessioni

    13 maggio 2012, Festa della Mamma. Come state vivendo questa lieta ricorrenza? In famiglia e a casa, con un sontuoso pranzo domenicale, oppure approfittate del fatto che siamo nel pieno della primavera per organizzare una bella gita fuori porta? Sicuramente, comunque si svolgerà la vostra domenica, sarà dedicata alla mamma. Se ci sono bambini piccoli, allora non mancheranno piccoli cadeau fatti con le loro manine (magari realizzati a scuola o all’asilo), così come un bel biglietto d’auguri che immancabilmente si concluderà con il classico “ti voglio bene”, sempre efficace.

    Il cuore delle mamme, si sa, è fatto di burro, pronto a sciogliersi davanti ad un bel mazzo di fiori con dedica, ad un disegnino del proprio bimbo, ad un abbraccio senza preavviso. Ma qual è la condizione delle mamme, oggi, in Italia?

    Essere mamma oggi, un mestiere duro

    Prendiamo a tal proposito spunto dalla recente esortazione della ministra del Welfare Elsa Fornero, che ha invitato gli uomini ad essere più collaborativi in casa. Di fatto, ancora nel 2012 non solo le faccende domestiche, ma anche la cura dei bambini o degli anziani, così come dei malati, sono quasi totalmente sulle spalle femminili, le “fragili” spalle di quello che un tempo veniva definito “il sesso debole”. Eppure alle mamme moderne non si chiede solo di continuare ad accudire tutto e tutti come in passato, si domanda anche un lavoro (possibilmente una “carriera” vera e propria), una perfetta forma fisica, un look alla moda, uno stile personale e, ultimo ma non ultimo, una propensione alla gastronomia da perfetta gourmet (ormai se non ti intendi di cucina, di vini e di style nella preparazione della tavola non sei nessuno).

    In cambio, le donne ricevono poca attenzione dal mondo del lavoro (dove le si vorrebbe vincenti, ma senza nessuna tutela, né garanzia), in casa, nella vita di tutti i giorni. La violenza dilagante ci dice che la componente femminile della società è ancora vittima della paura (degli uomini), che si trasforma in aggressività, in intimidazione, in furia cieca e crudele. Guardando le nostre bambine, quelle che saranno le donne, e le mamme, di domani, la domanda sorge spontanea: vogliamo consegnare a loro questa società, oppure siamo ancora in tempo per cambiare le cose?

    Mamme, quale futuro per noi/voi?

    Ci piace essere ottimiste, e pensare che la situazione sociale, in Italia, sia ribollente, sotto una superficie apparentemente impermeabile al cambiamento. A noi pare che ci stiamo orientando, seppur faticosamente, con sacche profonde di resistenza, verso un progetto più moderno, più giusto, più equilibrato di mondo. Le mamme di oggi fanno una gran fatica a vivere, hanno tante (spesso troppe) incombenze e poco sostegno, la maternità è ancora vista come un limite per la professione, o, al contrario, come un rifugio, invece di essere quello che è in realtà, un fatto naturale e un’opportunità, una ricchezza per tutta la società, che in questo modo si assicura il suo futuro.

    Ma si vedono anche tanti uomini che stanno crescendo con le loro compagne, che imparano a dare ascolto alla loro parte femminile, che decidono di smettere di sentirsi minacciati, di sentirsi abbandonati o sminuiti, per aprirsi, ascoltare, accogliere. Ed è proprio quello che impariamo dalla nostra mamma a segnarci per tutta la vita, nel bene e nel male. Se amore, accoglienza, libertà, rispetto, avremo, e vedremo, da lei, allora amorevoli, accoglienti, liberi e rispettosi diventeremo a nostra volta, e questi valori sapremo trasmettere ai nostri figli. Care mamme, siate felici, in questo giorno, da voi dipende ancora tutto, ma forse sarete presto meno sole.