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Festa della Mamma: le poesie più belle par adulti e bambini

Festa della Mamma: le poesie più belle par adulti e bambini

Scopriamo le poesie per la Festa della Mamma più belle per adulti e bambini, da dedicarle in occasione della sua ricorrenza. Abbiamo selezionato sia poesie di autori anonimi che di autori famosi, adatte ai bambini più o meno piccoli e agli adulti.

da in Festa della Mamma, Poesie per bambini, auguri mamma
Ultimo aggiornamento:
    Festa della Mamma: le poesie più belle par adulti e bambini

    Scopriamo le poesie più belle per adulti e bambini da dedicare per la Festa della Mamma, ormai alle porte. Non importa che siate dei bambini o delle donne vissute, la mamma è importante a qualsiasi età. Per farle un regalo speciale, in occasione della Festa della mamma, i più piccoli possono memorizzare delle poesie per la mamma in rima e recitarle, mentre se ormai non avete più l’età per queste cose, potreste scriverle in un biglietto d’auguri, magari abbinato a un mazzo di fiori. Ecco allora le migliori poesie per la Festa della Mamma per l’asilo, la scuola materna, la scuola primaria e per chi ormai è già adulto.

    Ecco una selezione di poesie per la Festa della Mamma per bambini della scuola dell’infanzia, perfette da recitare o da riportare su un biglietto d’auguri personalizzato. Sono poesie per la scuola dell’infanzia di autori famosi e meno conosciuti.

    Ogni mamma di Sabrina Festugato

    Nella grande savana,
    ogni mamma africana
    culla il suo bimbo dagli occhi neri,
    e sono dolci i suoi pensieri.
    Nell’Oriente lontano,
    ogni mamma tiene il suo bimbo per mano:
    lo guarda e sorride felice
    ascoltando quello che le dice.
    Se penso a quello che tu fai con me,
    mamma, che differenza c’è?
    E lo sai che cosa ho capito?
    Una cosa bella che adesso ti dico:
    qualunque sia il suo colore,
    ogni mamma tiene il suo bimbo nel cuore.

    Cara mamma

    Cara mamma,
    vorrei comprarti una rosa
    ma soldi non ne ho.
    Vorrei scriverti una poesia
    ma sono piccolina;
    ma ti voglio dire che tu
    sei il più bel dono che…
    Dio abbia mandato a me!!

    Il cuore di ogni mamma

    Il cuore delle mamme è grande che più grande non ce n’è
    E io mammina ti ringrazio per tutto l’amore che mi dai
    giorno dopo giorno
    Ascoltandomi, aiutandomi, facendomi sentire speciale
    Ti voglio tanto bene cara mamma

    Di seguito delle belle poesie per la Festa della Mamma per bambini piccoli, da cui trarre ispirazione. Abbiamo selezionato poesie per la mamma brevi vista la tenera età dei bimbi.

    L’amore della mamma

    Quando negl’occhi belli
    guardo la mamma mia,
    provo una grande gioia
    qui dentro a questo cuore.
    L’amore della mamma
    è grande come il cielo.
    Quanto le voglio bene.
    Bene più grande non c’è!!

    Il regalo per la mamma

    Cosa a mammina regalerò
    per la sua festa ancora non so…
    Forse un castello le piacerà…
    Un principe no…
    Ha già papà!!!

    Mamma mammina

    Mamma mammina
    mi sei sempre vicina
    ti voglio tanto bene
    resta sempre con me

    Ecco alcuni versi da dedicare alla mamma se siete alla scuola primaria: alcune poesie sono di Madre Teresa di Calcutta, davvero emozionanti e profonde.

    Poesia di Madre Teresa di Calcutta

    Ieri è trascorso.
    Domani deve ancora venire.
    Noi abbiamo solo l’oggi.
    Se aiutiamo i nostri figli
    ad essere ciò che dovrebbero essere oggi,
    avranno il coraggio necessario
    per affrontare la vita con maggior amore.

    La Mamma di C. Pagani

    Che cos’è la mamma?
    Oh, bambino
    tu vuoi saperlo cos’è?
    Qualcosa di grande. Benchè
    il tuo cuoricino
    sia piccino piccino
    la mamma dentro ci sta!
    La mamma è lo stesso del tuo cuore
    che soffre per te
    che vive soltanto perché
    tu vivi, suo tenero fiore!

    Ed ecco delle poesie per la Festa della Mamma d’amore in inglese, da dedicarle con il cuore.

    Special Day

    Mommy,
    it’s your special day.
    You’re the best
    in every way.
    Thank you
    for the things you do.
    You love me and I love you.
    Mommy, it’s your special day.
    You’re the best in every way.

    Mamma,
    è il tuo giorno speciale,
    Sei la migliore
    in tutto.
    Grazie
    per le cose che fai.
    Tu mi ami e io amo te.
    Mamma, è il tuo giorno speciale.
    Sei la migliore in tutto.

    A Mother

    A Mother
    When you’re a child she walks before you,
    To set an example.
    When you’re a teenager she walks behind you
    To be there should you need her.
    When you’re an adult she walks beside you
    So that as two friends you can enjoy life together.

    Una mamma
    quando sei bambino cammina dietro di te,
    per darti l’esempio.
    Quando sei adolescente cammina dietro di te
    per essere dove potresti aver bisogno di lei.
    Quando sei adulto cammina dietro di te
    In modo che come due amici possiate godere della vita insieme.

    Di seguito abbiamo selezionato le più belle poesie per la Festa della Mamma di autori famosi e c’è anche una poesia sulla mamma di Neruda particolarmente toccante.

    La madre di Giuseppe Ungaretti

    E il cuore quando d’un ultimo battito
    Avrà fatto cadere il muro d’ombra
    Per condurmi,
    Madre, sino al Signore,
    Come una volta mi darai la mano.

    In ginocchio, decisa,
    Sarai una statua davanti all’Eterno,
    Come già ti vedeva
    Quando eri ancora in vita.

    Alzerai tremante le vecchie braccia,
    Come quando spirasti
    Dicendo: Mio Dio, eccomi.

    E solo quando m’avrà perdonato,
    Ti verrà desiderio di guardarmi.

    Ricorderai d’avermi atteso tanto,
    e avrai negli occhi un rapido sospiro

    Maternità di Tagore

    Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato?
    Domandò il bambino a sua madre.
    Ed ella pianse e rise allo stesso tempo e stringendolo al petto gli rispose:
    tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio,
    tu eri il Suo desiderio.
    Tu eri nelle bambole della mia infanzia,
    in tutte le mie speranze,
    in tutti i miei amori, nella mia vita,
    nella vita di mia madre,
    tu hai vissuto.
    Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa
    ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
    e mentre contemplo il tuo viso, l’onda del mistero mi sommerge
    perché tu che appartieni a tutti,
    tu mi sei stato donato.
    E per paura che tu fugga via
    ti tengo stretto nel mio cuore.
    Quale magia ha dunque affidato il tesoro
    del mondo nelle mie esili braccia?

    Mamma Parola D’Amore di Anna Marinelli

    Mamma, il tempo chiede asilo
    allo stupore delle tue pupille
    e l’alfabeto attinge
    alla ricchezza dei tuoi vezzeggiativi.
    Mamma, tu detieni le chiavi
    del sole inesauribile,
    anche quando, nuvole di pianto solcano il tuo viso
    e la casa sprofonda in una nebbia di silenzio.
    Mamma, mi donasti un’ infanzia
    di pane fragrante, di acqua di fonte,
    di uve passite al sole del sud.
    Serbo ancora, intatta, l’innocenza
    che in giorni lontani plasmasti con le tue mani
    avvezze a scalare montagne di fatica.
    Mani abili a cucire cieli
    per i nostri aquiloni di fanciulle,
    per i nostri saltelli alla campana,
    nei meriggi assolati, di controra.
    Mamma, riaffiora dal video dei ricordi,
    il profumo di mirto dei tuoi bucati,
    quel candore di percalle e di vigogna
    di cui il mio Dash ultrabianco si vergogna.
    Tu sai di ninne-nanne e di carezze
    di inverni col braciere e di certezze,
    di camiciole di tiepida flanella
    per rendermi l’infanzia ancor più bella.
    Mamma, sei quell’albero frondoso
    che agli affanni della vita dà riposo,
    e nulla chiede, nulla per sé spera,
    solo un sorriso, solo una preghiera.
    Mamma, parola d’amore,
    sia se detta dal labbro di un bimbo,
    sia se detta da un vecchio che muore.
    Quale meravigliosa alchimia il cuore infiamma
    ogni volta che un figlio chiama, Mamma.

    Supplica a Mia Madre di Pier Paolo Pasolini

    È difficile dire con parole di figlio
    ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
    Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
    ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
    Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
    è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
    Sei insostituibile. Per questo è dannata
    alla solitudine la vita che mi hai data.
    E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
    d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
    Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
    sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
    ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
    alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
    Era l’unico modo per sentire la vita,
    l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
    Sopravviviamo: ed è la confusione
    di una vita rinata fuori dalla ragione.
    Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
    Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

    Vergine madre, figlia del tuo figlio di Dante

    Vergine madre, figlia del tuo figlio,
    umile e alta più che creatura,
    termine fisso d’eterno consiglio,
    tu se’ colei che l’umana natura
    nobilitasti si’, che ‘l suo fattore
    non disdegnò di farsi sua fattura.
    Nel ventre tuo si riaccese l’amore,
    per lo cui caldo ne l’eterna pace
    così è germinato questo fiore.
    Qui se’ a noi meridiana face
    di caritate, e giuso, intra mortali,
    se’ di speranza fontana vivace.
    Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
    che qual vuol grazia e a te non ricorre
    sua disianza vuol volar senz’ali.

    La mamma di Ada Negri

    La mamma non è più giovane
    e ha già molti capelli
    grigi: ma la sua voce è squillante
    di ragazzetta e tutto in lei è chiaro
    ed energico: il passo, il movimento,
    lo sguardo, la parola

    Mamadre di Pablo Neruda

    La Mamadre, eccola che arriva
    con zoccoli di legno. Ieri notte
    soffiò il vento del polo, si sfondarono
    i tetti, crollarono
    i muri e i ponti,
    l’intera notte ringhiò con i suoi puma,
    ed ora, nel mattino
    del sole freddo, arriva
    la mia Mamadre, signora

    Trinidad Marverde,
    dolce come la timida freschezza
    del sole delle terre tempestose,
    lanternina
    minuta che si spegne
    e si riaccende
    perché tutti distinguano il sentiero.

    Oh, dolce Mamadre
    – mai avrei potuto
    dire matrigna –
    ora
    la mia bocca trema a definirti,
    perché appena
    fui in grado di capire
    vidi la bontà vestita di miseri stracci scuri,
    la santità più utile:
    quella dell’acqua e della farina,
    e questo fosti: la vita ti fece pane
    e lì ti consumammo
    nei lunghi inverni desolati
    con la pioggia che grondava
    dentro la casa
    e la tua ubiqua umiltà
    sgranava
    l’aspro
    cereale della miseria
    come se andasse
    spartendo
    un fiume di diamanti.
    Ahi, mamma, come avrei potuto
    vivere senza ricordarti
    ad ogni mio istante?

    Non è possibile. Io porto
    il tuo Marverde nel mio sangue,
    il cognome
    di quelle
    dolci mani
    che ritagliarono da un sacco di farina
    le braghette della mia infanzia,
    colei che cucinò, stirò, lavò,
    seminò, calmò la febbre,
    e, quando ebbe fatto tutto
    ed io ormai potevo
    reggermi saldamente sulle mie gambe,
    si ritirò, cortese, schiva,
    nella piccola bara
    dove per la prima volta se ne rimase oziosa
    sotto la dura pioggia di Temuco.

    1953

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