Festa della mamma, le più belle poesie d’autore

Manca poco alla Festa della Mamma, che come ormai ripetiamo da tempo cadrà il prossimo 13 di maggio. Siamo sicuri che in famiglia si sta già pensando a come celebrare a dovere questa dolcissima ricorrenza. I bambini daranno sfogo alla loro fantasia e creatività con lavoretti da regalare alla mamma fatti con le loro manine, ma anche con disegni in tema e magari frasi speciali di auguri da dedicarle. I figli più cresciutelli staranno mettendo a punto qualche golosa ricetta , magari semplicemente il piatto preferito della festeggiata. Non potranno mancare una bella torta ad hoc, golosa e decorativa, e un bel mazzo di fiori di primavera.
Qualunque dono abbiate scelto per far felice la vostra mammina, se lo accompagnerete con una bella poesia, sarà ancora più gradito. Sono tante le poesie d’autore dedicate proprio alla figura materna, versi pieni di sentimento e di tenerezza, parole indimenticabili che scaldano il cuore. Eccone, di seguito, alcune tra le più belle e note, da rileggere insieme, da recitare, da meditare.
“La mamma” di Ada Negri
La mamma
La mamma non è più giovane
e ha già molti capelli
grigi: ma la sua voce è squillante
di ragazzetta e tutto in lei è chiaro
ed energico: il passo, il movimento,
lo sguardo, la parola
(Ada Negri)
“Il sonno di un bambino” di Tagore
Il sonno di un bambino
Il sonno che scende
su gli occhi di un bimbo,
sa, qualcuno, di dove venga?
Si, dal villaggio delle fate,
all’ombra di foreste illuminate
dal chiarore delle lucciole…
Di là viene a baciare
gli occhi del mio bambino.
(Rabindranath Tagore)
“Dalla finestra” di Giuseppe Fanciulli
Dalla finestra
Dalla finestra vedo un fresco prato,
vedo la strada, il campo seminato,
e gli alberi nel sol della mattina,
le case nuove e la bianca chiesina.
Volan gli uccelli in lieta compagnia,
su per l’azzurro del cielo profondo;
canta con dolce voce mamma mia
E questo è così bello, è proprio il mondo!
(Giuseppe Fanciulli)
“Supplica” di Pier Paolo Pasolini
Supplica
È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un ‘infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senz’anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo; ed è la confusione
d’una vita rinata fuori della ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…
(Pier Paolo Pasolini)
Mer 25/04/2012 da Paola Perria in Auguri Mamma








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