Festa della mamma 2011: poesie e frasi per lei

da , il

    festa della mamma frasi poesie

    Tra pochissimo, l’8 maggio prossimo, sarà la festa della mamma, una ricorrenza importantissima per celebrare la persona più importante della nostra vita. Il regalo più bello che potrete fare alla vostra mamma è senza dubbio passare un po’ di tempo con lei. Ovviamente anche un piccolo dono sarà graditissimo ma anche un biglietto in cui esprimete tutto il vostro amore e la gratitudine per esservi sempre stata vicina. La mamma è sempre la mamma e per ogni bambino, ma anche quando si cresce, rimane la figura di riferimento e il porto sicuro dove rifugiarsi quando abbiamo bisogno di sostegno e affetto.

    Le Mani della Madre

    Tu non sei più vicina a Dio

    di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende

    benedette le mani.

    Nascono chiare in te dal manto,

    luminoso contorno:

    io sono la rugiada, il giorno,

    ma tu, tu sei la pianta.

    Rainer Maria Rilke

    Vergine madre, figlia del tuo figlio,

    umile e alta più che creatura,

    termine fisso d’eterno consiglio,

    tu se’ colei che l’umana natura

    nobilitasti si’, che ‘l suo fattore

    non disdegnò di farsi sua fattura.

    Nel ventre tuo si riaccese l’amore,

    per lo cui caldo ne l’eterna pace

    così è germinato questo fiore.

    Qui se’ a noi meridiana face

    di caritate, e giuso, intra mortali,

    se’ di speranza fontana vivace.

    Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

    che qual vuol grazia e a te non ricorre

    sua disianza vuol volar senz’ali.

    Dante Alighieri

    Supplica a Mia Madre

    E’ difficile dire con parole di figlio

    ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

    Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

    ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

    Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:

    è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

    Sei insostituibile. Per questo è dannata

    alla solitudine la vita che mi hai data.

    E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame

    d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

    Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu

    sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

    ho passato l’infanzia schiavo di questo senso

    alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

    Era l’unico modo per sentire la vita,

    l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

    Sopravviviamo: ed è la confusione

    di una vita rinata fuori dalla ragione.

    Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

    Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

    Pier Paolo Pasolini

    Mamma

    Ogni tanto Dio,

    nella sua generosità,

    fa scendere sulla terra

    un angelo.

    E tante volte noi,

    nella nostra confusione,

    non lo riconosciamo -

    questo essere magnifico.

    Che ci guida e ci aiuta

    a vedere le cose che sono

    veramente importanti.

    Pero tu, cara mamma,

    sei stata scoperta.

    Tu lo sei davvero un angelo.

    Non è per caso

    che anche il tuo nome sia…

    Angela.

    Tu sei qui per insegnarci

    il vero significato dell’amore.

    Con la tua disposizione

    di sempre mettere i bisogni

    di quelli che tu ami davanti alle tue,

    ti sacrifichi incessante

    per vederci felici.

    E ti accontenti con troppo poco

    in ricambio.

    Non esistono parole abbastanza belle

    per dedicarle a te.

    Ma queste sono sinceri,

    e vengono dal cuore

    Tu sei più che mamma -

    tu sei amica,

    tu sei inspirazione,

    tu sei l’angelo beato

    che Dio ci ha mandato.

    E cosi vogliamo dirti

    semplicemente

    che ti vogliamo bene.

    Forse non quanto lo meriti,

    ma tanto di più che lo pensi.

    E ci auguriamo che Dio,

    nella Sua bontà,

    ti fa rimanere tra di noi

    per ancora tanto tempo.

    Carmen Colombo

    Sept 1994

    A Mia Madre

    Non sempre il tempo la beltà cancella

    o la sfioran le lacrime e gli affanni

    mia madre ha sessant’anni e più la guardo

    e più mi sembra bella.

    Non ha un accento, un guardo, un riso

    che non mi tocchi dolcemente il cuore.

    Ah se fossi pittore, farei tutta la vita

    il suo ritratto.

    Vorrei ritrarla quando inchina il viso

    perch’io le baci la sua treccia bianca

    e quando inferma e stanca,

    nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

    Ah se fosse un mio prego in cielo accolto

    non chiederei al gran pittore d’Urbino

    il pennello divino per coronar di gloria

    il suo bel volto.

    Vorrei poter cangiar vita con vita,

    darle tutto il vigor degli anni miei

    Vorrei veder me vecchio e lei…

    dal sacrificio mio ringiovanita!

    De Amicis

    Dolcetto o scherzetto?