Fecondazione eterologa: novità dalle regioni

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    Fecondazione eterologa novità dalle regioni

    Fecondazione eterologa, una realtà non più illegale, anche in Italia. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale dell’8 aprile 2014 che ha tacciato come incostituzionale il divieto di fecondazione eterologa stabilito dalla legge n.40 del 2004, già contestata e cambiata in molti punti, ora arrivano novità dalle regioni. Più che di novità, in realtà, si tratta di una presa di posizione, per uniformare le procedure di fecondazione eterologa in tutte le realtà regionali.

    Proprio alla luce dell’ultima sentenza della suprema Corte, che svuotato di validità il divieto, la conferenza delle regioni e delle province autonome, convocata in via straordinaria ieri dal suo presidente, Sergio Chiamparino, ha approvato un documento, contenente le linee guida ad hoc, teso a uniformare le procedure di fecondazione eterologa nelle regioni del Bel Paese. Una presa di posizione che fa chiarezza e si è resa necessaria in risposta all’ennesimo rinvio della questione da parte del governo: dopo l’incostituzionalità, la riforma della legge sembrava cosa fatta, ora si rimanda ogni decisione al Parlamento e, quindi, i tempi si allungano.

    Le regioni hanno preso il controllo della situazione e hanno deciso di adeguarsi alle norme già vigenti in Toscana, per garantire più chiarezza ai genitori che vogliono intraprendere questa strada e ribadire a tutti gli aspiranti mamme e papà che l’eterologa è un’opzione possibile, ora, anche in Italia. In particolare, ecco quanto previsto nel documento approvato dalla conferenza delle regioni.

    - La fecondazione eterologa è legale, gratuita o sottoposta al pagamento di un ticket, in base alle regole previste dalle singole regioni, ma è comunque inserita nei livelli essenziali di assistenza.

    - È necessario che le donne riceventi siano in età potenzialmente fertile, cioè non abbiano più di 43 anni. Ci sono anche dei limiti di età per la donatrice, che deve avere tra i 20 e i 35 anni, e per il donatore, che deve essere maggiorenne e non superare i 40 anni.

    - Tra i donatori e i riceventi deve esserci una ragionevole compatibilità delle principali caratteristiche fenotipiche.

    - Ogni donatore e ogni donatrice può contribuire alla buona riuscita di massimo dieci nascite. Una coppia che è già ricorsa alla fecondazione eterologa può scegliere lo stesso metodo per avere altri figli e richiedere lo stesso donatore o donatrice.

    - È necessario effettuare alcuni test ed esami clinici specifici sui donatori e istituire un registro apposito. L’anonimato del donatore e della donatrice è una condizione imprescindibile: non sarà possibile risalire ai nomi dei genitori riceventi e viceversa.